
Reggio Calabria - Sulle spiagge italiane spopolano sempre più i mozziconi di sigaretta. Una presenza ormai costante e che, insieme agli altri rifiuti abbandonati, costituisce una minaccia per mare, lidi e biodiversità. La conferma arriva dai nuovi dati dell’indagine Beach Litter che Legambiente diffonde oggi in vista della giornata nazionale del mare (11 aprile) e del grande week-end di mobilitazione del 10,11, 12 aprile di “Spiagge e Fondali Puliti 2026”, sua storica campagna. In 12 anni di monitoraggi, dal 2014 al 2026, sono ben 50.053 i mozziconi di sigaretta raccolti e catalogati da Legambiente in 653 transetti. Parliamo di una media di 77 “cicche” ogni 100 metri lineari di spiaggia. Dati che valgono ai mozziconi il secondo posto in classifica tra i materiali più trovati sui lidi, dopo i frammenti in plastica che si piazzano al primo posto, sono 61.785 quelli raccolti. I mozziconi di sigaretta costituiscono, inoltre, l’87% dei 57.099 “rifiuti di fumo” (che includono anche accendini, pacchetti di sigarette o scatole per tabacco o sigarette in carta) trovati in questi anni nel corso dei monitoraggi. Un’emergenza silenziosa figlia di un grave gesto di inciviltà e della carenza di politiche e controlli efficaci, nonostante in Italia il Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014 (Legge 221/2015) preveda multe dai 30 ai 300 euro per chi abbandona mozziconi sul suolo, nelle acque e negli scarichi.
A questa fotografia preoccupante scattata dall’indagine Beach Litter di Legambiente si aggiunge anche quella relativa a tutti i rifiuti di ogni tipologia (compresi i mozziconi) raccolti e monitorati in questi in 12 anni nei 653 transetti, e che ammontano a 512.934 rifiuti di cui l’80% è plastica. Parliamo di una media di 785 rifiuti ogni 100 metri lineari. Per questo Legambiente richiama tutti all’azione e ad un maggior senso di responsabilità collettiva con la 36esima edizione di “Spiagge e Fondali Puliti”, al via il 10, 11 e 12 aprile, e che ha come partner principale Sammontana, supporter Traghettilines, e partner tecnico ERION CARE. Obiettivo della campagna è quello di denunciare l'incuria e l'abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell'ecosistema marino.
Saranno oltre 80 le iniziative in programma in 16 regioni della Penisola organizzate da circoli e regionali di Legambiente e che vedranno in azione volontari e cittadini di tutte le età impegnati a ripulire dai rifiuti abbandonati lidi, coste, fondali ma anche foci dei fiumi e torrenti. Su www.legambiente.it è possibile scoprire gli appuntamenti in agenda. Ad esempio, in Campania ad Ascea (SA) sabato si ripulirà la Baia D'Argento, luogo di suggestivi scorci naturalistici; mentre domenica ore 9.00 pulizia presso il Lido Don Pablo, a Castel Volturno, in provincia di Caserta.
Gli appuntamenti calabresi:
In Calabria, sabato 11 aprile, i volontari del Circolo Legambiente Reggio Calabria, in collaborazione con la Pro Loco Reggio Sud e con la partecipazione di alcune classi dell'Istituto Comprensivo Cassiodoro Don Bosco di Pellaro, ripuliranno dalle ore 9.00 alle ore 11.00 la spiaggia di Pellaro. il giorno dopo, il 12 aprile, l'iniziativa si svolgerà sul Lungomare di Reggio Calabria. Il 18 aprile, invece, sarà la volta di Corigliano Rossano con un evento in Contrada Chiubica - Torrente Coriglianeto. Altri eventi sono in corso di programmazione.
In Abruzzo, sempre sabato, sulla costa teramana attività di pulizia sulla spiaggia in direzione di Pineto e Silvi, ritrovo ore 10.30 presso l'info point torre del Cerrano con il circolo Legambiente Costa Teramana, insieme all’ASD Guide del Cerrano. Nel corso della mattinata sarà prevista anche un’attività di informazione e sensibilizzazione sulla tutela del fratino. Domenica in Emilia-Romagna volontari in azione, ore 10, sulla spiaggia libera di Cesenatico; mentre in Puglia l’appuntamento sarà a Polignano a Mare presso la Cala Sala (Port'Alga), ritrovo ore 8.30 al Parcheggio. In Lombardia attività di pulizia dalle ore 9.00 lungo il torrente Molgora; mentre il 26 aprile in Liguria visita guidata e attività di pulizia all’Isola di Palmaria. Numerose anche le attività lungo le sponde dei fiumi organizzate nell’ambito del progetto Plasticentro, guidato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale nelle regioni del Centro Italia e Po Salvamare, pilotato dall’Autorità di Bacino del Po nei territori attraversati dal fiume. Alle attività di Spiagge e Fondali si aggiungeranno quelle in programma sulle coste di 12 paesi del Mediterraneo grazie anche al “gemellaggio” con “Clean-up-theMED" che prevede, attraverso la collaborazione con oltre 90 organizzazioni tra scuole, università, istituti di ricerca e associazioni ambientaliste, attività di pulizia sui litorali di Tunisia, Francia, Spagna, Marocco, Libia, Algeria, Croazia, Albania, Grecia, Malta, Turchia, Cipro, Egitto.
Motto di questa edizione di Spiagge e Fondali Puliti 2026 è “tiriamolisù, una spiaggia più pulita è una spiaggia più felice”. Non è un caso che l’immagine scelta per questa edizione sia una “faccina” triste realizzata con i rifiuti spiaggiati che, però, può ritrovare presto il sorriso grazie ad una maggiore cura dei cittadini, come testimonia la clip pubblicata sul suo canale Instagram da Legambiente. Ai cittadini/e Legambiente chiede di condividere sui social con l’hashtag #SpiaggeFondaliPuliti e #tiriamolisù, taggando @legambiente su Instagram, la loro attività di pulizia realizzando prima delle “faccine” tristi con i rifiuti trovati in spiaggia. Poi dopo la pulizia, delle faccine felici, con sabbia, conchiglie e rametti.
Focus mozziconi: Tornando al tema dei mozziconi di sigaretta, al centro quest'anno di Spiagge e Fondali Puliti e dell’indagine Beach Litter, Legambiente ricorda che si tratta di un problema che non risparmia neanche le coste europee e quelle del resto del mondo. Secondo lo studio Digital Report del Marine LitterWatch dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, pubblicato il 17 marzo 2026 (dati raccolti dal 2013 al 2024), i mozziconi risultano i rifiuti più abbondanti nei monitoraggi sul Baltico (11,6% di tutti i rifiuti), sul Mar Nero (38,4%) e al secondo posto sulle spiagge dell'oceano Atlantico nord-orientale (10,3%, dopo i frammenti di plastica con il 12,2%). Composti in gran parte in acetato di cellulosa, i filtri di sigaretta sono fatti di un materiale plastico che non si biodegrada facilmente, anzi, come ha evidenziato un recente studio dell’Università degli studi di Napoli Federico II, va incontro a una progressiva frammentazione in particelle sempre più piccole, anche dopo dieci anni che è disperso nell’ambiente. Inoltre, lo studio ha evidenziato un secondo picco di rilascio di nicotina e altre sostanze chimiche tossiche cinque anni il momento dell’abbandono, che si verifica a seguito della frammentazione a cui il filtro va incontro. La loro persistenza facilita la lisciviazione della miscela complessa di metalli pesanti, composti organici e microplastiche, che possono alterare le comunità microbiche, compromettere lo sviluppo degli organismi marini.
Impatti su biodiversità e focus coste europee: L’abbandono dei mozziconi in spiaggia o in mare, così come quella dei rifiuti, rappresenta una minaccia anche per la biodiversità e per diverse specie a rischio. In Italia tra quelle più a rischio ci sono, ad esempio, la tartaruga Caretta caretta e il fratino (Anarhynchus alexandrinus). La prima, al centro del progetto LIFE Turtlenest, nidifica sempre più sulle coste italiane complice l’aumento delle temperature. Il secondo è un piccolo uccello simbolo dell’ecosistema dunale che proprio in questo periodo nidifica sulle spiagge naturali delle coste adriatiche, tirreniche, ioniche, sarde e siciliane, e al centro del nuovo progetto europeo LIFE Alexandro, cofinanziato dal Programma LIFE dell’Unione Europea.
“Il problema della dispersione dei rifiuti in mare e in spiaggia – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – resta un’emergenza in Italia e nel resto del mondo da affrontare al più presto. Per contrastare il marine e il beach litter è fondamentale ridurre l’usa e getta, prevedere più campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche più controlli e sanzioni effettive per chi getta i mozziconi di sigaretta a terra, in spiaggia o a mare. È inoltre fondamentale garantire la piena applicazione della direttiva Europa SUP 2019/904 sulla plastica monouso che prevede anche il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) di tabacco, che obbliga i produttori a coprire i costi di gestione dei rifiuti, tra cui pulizia, trasporto e trattamento dei mozziconi abbandonati. Al Ministero dell’Ambiente chiediamo di definire al più presto, tramite accordi di programma o altri strumenti attuativi, l’avvio dell’EPR come chiesto dalla direttiva e che ad oggi in Italia si basa solo su base volontaria”.
Mozziconi, EPR e ritardi Italia: Legambiente ricorda che l’Italia è attualmente sottoposta ad una procedura di infrazione (2052/2024) connessa alla Direttiva europea SUP e tra le difformità riscontrate dalla Commissione Europea c’è anche quella riguardante la corretta applicazione del principio della responsabilità estesa del produttore, il cosiddetto EPR TABACCO. Nella Penisola, a tre anni dall’entrata in vigore della direttiva, non è stato ancora definito e ufficializzato lo schema di responsabilità estesa del produttore obbligatorio previsto dalla Direttiva SUP e che impone ai produttori di tabacco di coprire i costi dell’infrastrutturazione necessaria per la raccolta (acquisto e posa in opera dei cestini), pulizia, gestione e sensibilizzazione. Ad oggi in Italia - a differenza degli altri paesi europei in cui l’EPR tabacco ha preso il via, come in Francia, o in cui ci sono le basi per partire, come in Germania, Spagna e Svezia ad esempio - esistono solo iniziative volontarie, come ad esempio quella portata avanti dal consorzio ERION CARE. Quello che manca nella Penisola, denuncia Legambiente, è uno strumento giuridico attuativo (come un decreto o altro atto normativo vincolante) da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per rendere pienamente operativo l’EPR tabacco. Per questo l’associazione ambientalista chiede al Ministro dell’Ambiente di intervenire al più presto.
Buone notizie ordinanze antifumo: intanto crescono nei territori comunali della Penisola le ordinanze antifumo sul lungomare e sulla battigia. Sono 18 quelle “censite” al momento da Legambiente: l’ultima in ordine di arrivo è quella di comune di Pesaro, che ha rafforzato l’ordinanza emanata nel 2019, ampliandone l’area di applicazione (dai primi 5 metri dalla battigia e nelle acque fino a 200 metri dalla riva lungo tutte le spiagge comunali, a tutto l’arenile, si legge sul sito del comune). Ordinanze antifumo sono state emanate negli scorsi anni anche a San Benedetto del Tronto, sempre nelle Marche, a Rimini, Cesenatico, Ravenna in Emilia-Romagna, Latina, Pomezia, Gaeta nel Lazio, Lerici, Arenzano e Loano in Liguria, a Porto Cesareo e Barletta in Puglia e nei comuni di Arzachena, Alghero, Oristano, Olbia, Tortolì e Quartu Sant’Elena in Sardegna. Legambiente segnala inoltre che anche Roma si prepara a vietare il fumo, comprese le sigarette elettroniche, sulle spiagge del litorale capitolino. Già dall’estate 2026, infatti, a Ostia, Castel Porziano e Capocotta potrebbe scattare una stretta sulla possibilità di fumare in spiaggia. Azioni che lasciano ben sperare per il mare, l’ambiente e la salute dei cittadini.
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