
Lamezia Terme – “Il Coordinamento provinciale di Italia Viva assieme al Gruppo Italia Viva di Lamezia Terme chiedono urgenti chiarimenti sulla mancata adesione del Comune di Lamezia Terme alla procedura per la stabilizzazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS), avviata dalla Regione Calabria con scadenza improrogabile fissata al 31 luglio 2025” è quanto si legge in una nota.
“Attraverso la Legge Milleproroghe – spiegano - che ha introdotto una deroga esplicita per gli enti calabresi, consentendo l’assunzione dei TIS in sovrannumero, con neutralità finanziaria, la Regione Calabria con la Delibera di Giunta n. 332 del 1° luglio, ha dato il via ad un percorso concreto di stabilizzazione per centinaia di tirocinanti calabresi, prevedendo anche un importante contributo di 40.000 euro per ogni unità assunta a tempo indeterminato. Ad oggi, però, dal Comune di Lamezia non è giunto alcun atto ufficiale, né alcuna comunicazione formale sull’intenzione di aderire alla piattaforma regionale e procedere con la Delibera necessaria”.
“È inaccettabile – sottolineano - che ora il Comune non stabilizzi i Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) che per anni hanno prestato servizio, in settori strategici del Comune, senza il riconoscimento di tutti quei diritti che spettano ad un lavoratore, nonostante i consistenti contributi di Regione e Stato. La Regione Calabria ha previsto un contributo di 10. 000 euro annui per ciascun TIS, dal 2026 al 2029. Lo Stato, con un fondo specifico di 5 milioni di euro, garantisce almeno 2.000 euro all’anno per ciascun tirocinante. Il costo annuo per l’assunzione part-time (18 ore settimanali) di un TIS si attesta intorno ai 14.000 euro per categoria A e 16.000 euro per categoria B. Pertanto, con un contributo complessivo di almeno 12.000 euro annui per lavoratore, il Comune sosterrebbe un costo residuo di appena 2. 000-3. 000 euro all’anno. In alcuni casi, il contributo eccede addirittura la spesa prevista. Si tratta, pertanto, di un’operazione estremamente vantaggiosa”.
“Italia Viva, inoltre, vuole precisare come la presenza dei 40 lavoratori TIS è oramai strutturale all’interno della macchina burocratica de Comune sopperendo in molti casi alla problematica carenza di personale all’interno degli Uffici Comunali. Pertanto, con l’attuale carenza di personale, con i numerosi pensionamenti previsti nei prossimi anni e perdendo la possibilità di stabilizzare i 40 lavoratori TIS, come crede, l’attuale Amministrazione Murone, di adempiere alle mirabolanti promesse elettorali? I 40 lavoratori TIS stabilizzati part time, potrebbero sopperire ad almeno a 20 unità lavorative tra istruttori ed operatori assunti full-time che avrebbero un costo dal 2026 al 2029 per le casse comunali di oltre 500.000 euro, alla luce di un costo di solo 2.000 euro per lavoratore all’anno aderendo a quanto previsto nella Legge Mille proroghe”.
“Non aderire sarebbe un danno per tante famiglie ed un danno alle casse del Comune. Qualora ci fosse anche un danno erariale naturalmente sarà la Corte dei Conti a stabilirlo. Intanto IV chiede perché l’Amministrazione comunale non abbia ancora manifestato formalmente l’intenzione di procedere con relativa Delibera di Giunta, all’utilizzo dei fondi di coesione previsti nella Legge Mille proroghe? Questo non è solo un problema di posti di lavoro, ma riguarda persone, famiglie e comunità, oltre che la buona amministrazione e la valorizzazione del capitale umano. Si tratta di scelte politiche che devono essere all’altezza delle sfide e delle responsabilità”.
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