Giornata nazionale sui disturbi alimentari, l'impegno dell'Asp: "In cura anche ragazzi di prima media"

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Lamezia Terme – Sono 3 milioni e mezzo le persone affette da disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (nrd Dna) in Italia, il 5% della popolazione. Un esercito enorme che lotta contro un mostro invisibile che è la malattia mentale. Oggi, 15 marzo, è la Giornata del Fiocchetto Lilla dedicata ai disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, binge eating e tante altre sfumature in cui questo disturbo può sfociare). Un’occasione di forte sensibilizzazione e di presa di consapevolezza su cosa siano i Dna e quale allarme di salute pubblica questi si portano dietro. Disturbi che non sono solo aumentati tra la popolazione ma hanno anche abbassato l’età di insorgenza andando a coprire il range dagli 8 ai 12 anni con conseguenze gravi sullo sviluppo pre-adolescenziale. Sono la punta dell’iceberg di un disagio più profondo dell’individuo, ragione per cui è necessaria la presenza di una equipe multidisciplinare che prenda in carico il paziente fino alla guarigione.

Il focus sull’Asp di Catanzaro

In Calabria questa lotta, contro i Dna, è resa ancora più ardua perché manca una rete di strutture diagnostiche e di trattamenti semi-residenziali e residenziali capillari sul territorio che costringe la maggior parte di chi ne è affetto e le loro famiglie a peregrinaggi e lunghe-degenze fuori Regione. Ma è bene porre l’attenzione su alcune realtà, come quella dell’Asp di Catanzaro, che esiste dal 2005 come ambulatorio di primo livello per la prevenzione diagnosi e cura dei Dna. Il primo in Calabria. Abbiamo fatto il punto con la dottoressa Maria Mumoli dirigente psicologo, psicoterapeuta e referente per l’Asp di Catanzaro dei dna. “Qui da noi - spiega - il lavoro avviene con l’approccio multidisciplinare integrato e attualmente è in fase di implementazione. L’equipe è formata da diverse figure professionali in continua formazione e aggiornamento provenienti dai diversi servizi e unità operative dell’Asp”. Dal 2023, inoltre, il ministero della salute ha dato input a tutte le regioni compresa la Calabria di attivare in ogni capoluogo di provincia almeno un ambulatorio di primo livello, “Catanzaro era l’unico ad averlo e quindi il lavoro svolto è stato quello dell’implementazione e di renderlo maggiormente funzionale arricchendolo di altro personale”.

L’ambulatorio è collocato all’interno del dipartimento materno infantile - come da Pomi 2000 (progetto obiettivo materno infantile del 2000) - considerata l’età di insorgenza. Anche in Calabria, quindi, come ci conferma la dottoressa Mumoli “l’età di insorgenza di queste patologie, è sempre più anticipata” e non riguarda solo le donne ma anche gli uomini seppur con modalità di manifestazione differenti. “Abbiamo ragazzini anche di prima media” precisa.

La dottoressa Mumoli insieme al dottor Nicola Cardamone medico specialista in scienze dell’alimentazione e della nutrizione indirizzo dietologico, evidenziano che “L’equipe è costituita da professionisti quali psicoterapeuti individuali e famigliari, medico dietologo, enpa-neuropsichiatra infantile e dell’adolescenza, psichiatra per adulti, pediatra, internista e infermieri”. Una squadra necessaria per la diagnosi e la futura presa in carico del paziente e della sua famiglia. “Il paziente - informano - viene preso in carico da tutta l’equipe che fa quindi una prima valutazione multidisciplinare integrata e, se la diagnosi è di disturbo dell’alimentazione, si avvia un percorso di terapia individuale, familiare e di gruppo”. L’ambulatorio è situato in via Sirleto 35 a Catanzaro presso i locali del consultorio familiare e l’accesso avviene tramite contatto telefonico al numero 0961-777619 il mercoledì dalle 15 alle 16.

dca-2024-03-15-alle-09.10.58_b1be0.jpgL’ambulatorio dedicato ai disturbi alimentari dell'Asp di Catanzaro

Come ambulatorio sono molti i fronti su cui si agisce a livello di sensibilizzazione anche se sottolineano “gli interventi maggiori sono con insegnanti e adulti mentre con i ragazzi non si agisce direttamente sulla tematica perché è risultato produrre effetti negativi, noi dobbiamo lavorare con i ragazzi su un altro filone, quello della capacità critica sui valori, perché c’è emulazione e se si parla con loro direttamente del disturbo rischiamo di avere l’effetto contrario”. Fondamentale è il riconoscimento precoce del disturbo e l'avvio tempestivo di percorsi di cura specifici, così da poter agire prima che questa si cronicizzi con conseguenza di un percorso di guarigione sempre più difficoltoso o addirittura mettendo a rischio la vita stessa di chi ne è affetto. I disturbi alimentari possono determinare conseguenze gravi sulla salute fisica, ma anche su quella psichica, sulla vita sociale e affettiva delle persone, fino a comprometterne il funzionamento scolastico o lavorativo ed è per questo che è necessario una continua opera di sensibilizzazione, di studio e implementazione dei servizi a livello capillare sui territori.

Antonia Butera

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