
Lamezia Terme - La storia dell'aeroporto di Lamezia è stata ricostruita nella tesi della giovane lametina Mara De Fazio, da poco laureata. La studentessa racconta il suo lavoro di ricerca e le difficoltà vissute nel trovare fonti adeguate in merito a quello che è l’aeroporto internazionale della Calabria. L’aeroporto come “nonluogo” della contemporaneità, ma anche come spazio capace di raccontare il territorio e le sue trasformazioni. È questo il tema al centro della tesi della studentessa lametina Mara De Fazio, laureatasi il 18 febbraio in Lettere moderne presso l'Unical, dal titolo “Nonluoghi: evoluzione spaziale dell’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme”, un lavoro che analizza il ruolo dello scalo lametino attraverso una prospettiva sociologica e territoriale.
La tesi, seguita dal professore Yuri Perfetti, prende avvio dal concetto di “nonluogo”, teorizzato dall’antropologo Marc Augè, che definisce quegli spazi tipici della modernità – come aeroporti, stazioni o centri commerciali – caratterizzati dal transito e da relazioni temporanee. Partendo da questo quadro teorico, lo studio concentra l’attenzione in particolare sull’Aeroporto internazionale di Lamezia Terme, osservato non solo come infrastruttura di mobilità, ma anche come spazio simbolico e strategico per il territorio. Lo scalo lametino rappresenta, infatti, uno dei principali punti di collegamento della Calabria con il resto d’Italia e dell’Europa, assumendo nel tempo un ruolo centrale per lo sviluppo economico, turistico e sociale dell’area. Nella tesi viene approfondita la sua evoluzione nel tempo e il suo ruolo nel contesto territoriale, con uno sguardo che unisce analisi teorica e ricerca sul campo. Proprio il lavoro svolto direttamente sul territorio ha rappresentato uno degli elementi centrali della ricerca. Tra i contributi raccolti figura l’intervista all’ingegnere Ferdinando Saracco, che ha offerto una testimonianza tecnica e professionale utile a comprendere più da vicino le dinamiche di sviluppo e l’importanza strategica dell’aeroporto di Lamezia Terme. La ricerca si è arricchita inoltre di ulteriori fonti storiche e documentali grazie al supporto di Antonio Vescio, Direttore del Centro Studi di Lamezia Terme, che ha fornito materiali e riferimenti utili per approfondire alcune tappe fondamentali della storia dello scalo e del territorio lametino. Il lavoro dimostra così come anche un luogo apparentemente dedicato soltanto al passaggio e alla mobilità possa diventare una chiave di lettura per comprendere le trasformazioni sociali ed economiche di un territorio. In questa prospettiva, l’aeroporto di Lamezia Terme emerge non solo come “nonluogo” della contemporaneità, ma anche come spazio che riflette identità, cambiamenti e prospettive di sviluppo della Calabria.
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