Lamezia: Truffa aggravata, misura cautelare per imprenditore

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Lamezia Terme - La polizia di Lamezia ha eseguito una misura cautelare con obbligo di dimora nei confronti di Vincenzo Perri, 38 anni, responsabile di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato. L’Ufficio Anticrimine, su disposizione del sostituto procuratore Santo Melidona, ha rilevato che l’uomo, nel periodo in cui il suo patrimonio era sottoposto a sequestro, ha esercitato in modo sistematico attività di gestione e direzione dell’impresa, continuando a percepirne gli utili. Nell'incontro presso il commissariato, questa mattina, il dirigente Borelli, insieme al suo vice, la dottoressa Lucia Cundari ha spiegato come Perri "si frapponeva tra i clienti e l'amministratore giudiziario riscuotendo i canoni mensili degli immobili sequestrasti, andando a trattare per i cantieri  aperti dalla ditta Cogepe che era di sua proprietà. Continuava sostanzialmente  - dice Borelli - a fare il padrone nonostante i beni gli fossero stati sequestrati". "La storia di questa misura cautelare - aggiunge poi - è un po' lunga. In un primo momento la misura cautelare per Perri era stata negata dal Gip e si era proceduto con un ricorso in Cassazione che ha invece ritenuto come la misura cautelare fosse congrua rigettando la tesi del Gip e avvalorando quella della Procura". Questa misura fa sì che Perri non possa uscire dalla sua abitazione dalle 22 alle 6 del mattino. Il dirigente del commissariato lametino ha tenuto poi a sottolineare come "le indagini che abbiamo condotto sono simili a quelle di solito effettuate dalla guardia di finanza perchè si tratta d'investigazioni di natura contabile che ci hanno permesso di risalire ai movimenti di denaro, soprattutto in entrata, di Perri il quale riscuoteva anche assegni che erano intestati direttamente alla Cogepe". Tali movimentazioni avrebbero fatto guadagnare a Perri circa 50.000 euro prima che l'azienda ritornasse nella sua piena disponibilità con il dissequestro del novembre 2011. Il primo dirigente Borelli non nasconde, inoltre, che ci sono ulteriori accertamenti per rilevare altre responsabilità. Gli inquirenti hanno infine ricordato che Vincenzo Perri è cognato di Angelo Torcasio avendone sposato una sorella ed ha ricevuto un' intimidazione ad un bar di sua proprietà  su corso Nicotera lo scorso anno a luglio.

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