
Cosenza - Un uomo di 66 anni, Francesco De Grandis, è stato fermato dai Carabinieri perché accusato di aver ucciso Luca Carbone a Cosenza. Successivamente, la confessione. Il 47enne è stato trovato senza vita il 13 gennaio a via Popilia, quartiere popolare. Il fermato è un vicino di casa della vittima che, da quanto è stato ricostruito, avrebbe sparato dall’ultimo piano della palazzina dell’ultimo lotto di via Popilia colpendo la vittima al torace. Il suo corpo è stato trovato all’interno di un’auto con lo sportello aperto. Nei pressi della vettura sono stati rinvenuti tre bossoli di arma da fuoco. Del caso si sta occupando la Procura di Cosenza guidata dal procuratore capo Vincenzo Capomolla. Da quanto si è appreso, tra l’indagato e la vittima c’erano dissidi tipici delle liti di vicinato. Sul caso indagano i carabinieri..
Vicino di casa confessa: “Volevo intimidirlo”
Francesco De Grandis ha ammesso di aver sparato a Luca Carbone per intimidirlo, ma non per ammazzarlo. Il 66enne è stato sentito nel pomeriggio di ieri dai pm che hanno poi disposto un decreto di fermo. De Grandis è accusato di aver ucciso, questa mattina, il vicino di casa a Cosenza.
Le perquisizioni, effettuate nella palazzina del quinto lotto di via Popilia, hanno consentito di individuare in uno degli appartamenti l’indagato che deteneva l’arma compatibile con quella con la quale erano stati esplosi i colpi che hanno attinto la vittima. I carabinieri hanno sequestrato un fucile e sentito diverse persone. De Grandis è stato poi portato in caserma dove alla presenza del suo difensore, l’avvocato Amabile Cuscino ha risposto alle domande del pm Veronica Rizzato e del procuratore Capomolla. L’uomo ha confessato di aver preso la sua arma (De Grandis detiene legalmente una pistola e un fucile) e di aver sparato in direzione di Carbone "solo per intimidirlo". Da quanto si è appreso, tra i due c’erano da tempo tensioni legate a litigi per motivi di vicinato. Dalle prime ricostruzioni fatte dagli investigatori, è apparso evidente che la vittima fosse stata raggiunta da colpi di arma da fuoco esplosi dal quinto piano di quella palazzina. In quell’appartamento abita l’indagato, nello stesso edificio in cui abitava anche la vittima. A breve sarà fissato l’interrogatorio di garanzia per valutare la convalida del fermo.
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