Omicidio dell’avvocato lametino Ciriaco, assoluzioni definitive: dopo 24 anni il caso resta senza colpevoli

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Lamezia Terme - Ancora nessun colpevole per l’omicidio dell’avvocato lametino Torquato Ciriaco, avvenuto il 1° marzo 2002 nei pressi dello svincolo dei “Due Mari” in un agguato. Una vicenda giudiziaria contrassegnata da colpi di scena e da diversi capovolgimenti nel corso del processo. In ultimo, la Corte di Cassazione, con una pronuncia di terzo grado, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura generale sull’assoluzione del collaboratore di giustizia Francesco Michienzi. Tale decisione mette un punto sul caso giudiziario che resta irrisolto.

A quindici anni dal delitto, nel gennaio del 2014, la Dda di Catanzaro chiuse le indagini per tre imputati, dopo le dichiarazioni del collaboratore. Il 28 marzo 2025 la corte d’appello di Catanzaro aveva assolto i fratelli Vincenzino e Giuseppe Fruci e il collaboratore di giustizia Francesco Michienzi, dall’accusa di omicidio dell’avvocato lametino Torquato Ciriaco. Sentenza che fece seguito all’annullamento di una precedente sentenza di secondo grado da parte della corte di Cassazione, che aveva rinviato il giudizio a un nuovo processo. La sentenza annullata condannava a trenta anni i fratelli Giuseppe e Vincenzino Fruci e annullamento anche per il collaboratore di giustizia Francesco Michienzi.

I fatti e le indagini

Era il 1 aprile del 2002 quando all'altezza del bivio "Due Mari" di Maida un commando affiancò il fuoristrada a bordo del quale viaggiava l'avvocato Torquato Ciriaco, crivellato a colpi di fucile caricato a pallettoni. Secondo le indagini condotte dalla Dda di Catanzaro, Torquato Ciriaco era stato “condannato a morte” dal cartello 'ndranghetista costituito dal clan Anello di Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, e dal clan dei fratelli Fruci di Acconia di Curinga. In particolare, Tommaso Anello, fratello dello storico boss Rocco Anello di Filadelfia (tra i principali personaggi della 'ndrangheta del Vibonese ma con importanti agganci con il Lametino), avrebbe ordinato l'omicidio dell'avvocato Ciriaco il quale avrebbe curato per conto di un suo cliente (un grosso imprenditore edile di Lamezia Terme) l'acquisto di una cava nel territorio di competenza mafiosa del clan Anello che la cosca voleva invece finisse ad un imprenditore già soggiogato. A svelare per primo i retroscena dell'agguato era stato il pentito Francesco Michienzi di Acconia di Curinga, soggetto ritenuto legato ai fratelli Fruci e facente parte del clan Anello-Fruci, in un interrogatorio reso il 17 gennaio del 2007 al Pm della Dda Gerardo Dominijanni, Michienzi spiegò ogni singola fase del delitto, dalla pianificazione all'esecuzione dell'agguato contro il professionista.

Le indagini trovarono poi nuovo impulso grazie agli approfondimenti investigativi della Squadra mobile di Catanzaro. Ottenuti i riscontri necessari, la Procura antimafia di Catanzaro, con il pm Elio Romano, concluse poi le indagini chiedendo e ottenendo il rinvio a giudizio del presunto mandante, Tommaso Anello, e dei fratelli Giuseppe e Vincenzino Fruci, che avrebbero fatto parte del commando. Tommaso Anello è stato assolto sia in primo che secondo grado e l'assoluzione è definitiva da anni. I fratelli Giuseppe e Vincenzino Fruci erano stati invece condannati in appello a 30 anni a testa, mentre 7 anni e 4 mesi era stata la condanna per Michienzi. Poi l'annullamento con rinvio ad opera della Cassazione e la sentenza assolutoria per i Fruci e Michienzi nel nuovo processo d'appello. Fino ad arrivare all’assoluzione – divenuta ora definitiva - per il collaboratore di giustizia Michienzi.

A 24 anni dal delitto, nessun colpevole è stato assicurato alla giustizia. Mentre la famiglia, ha lasciato la moglie e sei figlie, dell'avvocato continuano a chiedere verità e giustizia. Ciriaco, avvocato civilista e amministrativista era anche un imprenditore. Aveva, infatti, aveva ripreso in mano l’azienda agricola di famiglia che gestiva con passione. Nel maggio scorso la sua storia era stata raccontata anche a Propaganda Live di Diego Bianchi.  

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