Omicidio Torcasio a Ginepri, autopsia conferma causa del decesso e movente

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Lamezia Terme – Non ha avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo, Emiliano Torcasio, il 52enne ucciso a Ginepri nella notte tra il 23 e 24 ottobre. È quanto emerso dai risultati dell’autopsia. Esami che confermano il quadro già descritto nelle prime ore dopo delitto, quelli contenuti nella relazione del medico legale Isabella Aquila. La sua morte è avvenuta il 24 ottobre alle 00:30 ed è stato trovato da un passante all’1:03 che ha rinvenuto il corpo esanime dell’uomo disteso a terra avvolto in una copiosa pozza di sangue ed ha subito lanciato l’allarme. Torcasio è morto a causa di un taglio con un coltello, da cucina, all’altezza della carotide e zona sopraclavicolare che gli è stato fatale. Un secondo taglio al volto.

Il delitto e la confessione

Nel pieno delle indagini, Pasquale Colelli, 30 anni, si è costituito nella caserma della Compagnia di Lamezia, riferendo di essere l’autore dell’omicidio. Un omicidio, secondo quanto emerso, passionale. Torcasio, 52 anni, era incensurato. Vittima e omicida si conoscevano da tempo e avevano trascorso la serata di giovedì 23 ottobre insieme, in un locale di Lamezia. Dopo un giro in auto in centro si sono allontanati insieme per raggiungere il lungomare di Ginepri dove è avvenuto il delitto. A raccontare i rapporti tra i due è lo stesso Colelli. Dalle indagini e dalle testimonianze è emerso un rapporto "morboso" e di gelosia da parte della vittima nei confronti del 30enne che si sentiva “esasperato” e “aggredito”. Quell’esasperazione che lo avrebbe portato a ferirlo al collo. L’intenzione però - per come dichiarato dal 30enne agli inquirenti - non sarebbe stata quella di ucciderlo.  

Il 30enne, si trova ora in carcere. Mentre, si precisa, per quanto riguarda il procedimento penale, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell'indagato sarà accertata solo con sentenza definitiva.

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