Al via allestimento seggi per il Referendum sulla giustizia: 1,4 milioni di calabresi chiamati al voto

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Lamezia Terme – Al via le operazioni preliminari di allestimento dei seggi in tutta Italia per il referendum sulla giustizia. Dopo mesi di incontri e dibattiti, anche accesi, sui temi della giustizia, dell’indipendenza della magistratura e della separazione delle carriere, oltre 45 milioni di italiani (1.467.783 i calabresi) sono chiamati alle urne per esprimersi con un sì o un no alla riforma. Seggi aperti domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. A seguire, scrutinio e verdetto.

Riflettori su affluenza anche se per il tipo di Referendum, confermativo non è previsto quorum. La legge costituzionale era stata approvata definitivamente in Parlamento il 30 ottobre 2025, ma senza raggiungere la maggioranza dei due terzi. Quando si verifica questo risultato, l'articolo 138 della Costituzione consente di chiedere un Referendum confermativo per lasciare la decisione di approvare o meno la riforma direttamente i cittadini.

Sulla scheda di colore verde gli elettori dovranno esprimere con un o con un No al quesito: "Approvare il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?".

In pratica, sì o no a modificare i sette articoli della Costituzione che disciplinano la Magistratura. Trattandosi di un Referendum costituzionale confermativo, come previsto dall'articolo 138 della Costituzione, non è previsto alcun quorum. La consultazione sarà valida a prescindere dal numero di votanti e la riforma sarà approvata o respinta sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi. Il risultato è valido qualunque sia l'affluenza.

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Le operazioni di voto

Si vota in due giorni, domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. Nel pomeriggio stesso di lunedì arriverà dunque il verdetto. Fino alla chiusura dei seggi e all'inizio dello scrutinio i riflettori saranno tutti puntati sull'affluenza: quella relativa al primo giorno viene rilevata e comunicata dal Viminale alle 12 alle 19 e alle 23 a chiusura seggi. Il secondo giorno la rilevazione dell'affluenza sarà una sola: quella definitiva alle 15 quando si chiuderanno le votazioni sul Referendum. Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni (anche residenti all'estero) iscritti nelle liste elettorali. Gli italiani residenti all'estero hanno votato per corrispondenza nelle settimane precedenti. Per votare bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Se la tessera è completa o è stata smarrita è possibile richiedere un duplicato all'ufficio elettorale del Comune di residenza.

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Cosa prevede la riforma: separazione carriere, Alta Corte, due Csm

La riforma costituzionale della magistratura, - "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare" - che ha come obiettivo di separare le carriere dei magistrati richiedenti e giudicanti, attraverso la modifica del Titolo IV della Costituzione, ha ottenuto il quarto e ultimo via libera parlamentare dal Senato il 30 ottobre scorso, con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti. Rispetto al testo presentato in origine dal governo, che reca la firma del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il Parlamento non ha apportato alcuna modifica, neanche in occasione della prima lettura. Il provvedimento prevede due distinti organi di autogoverno: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura richiedente. La presidenza di entrambi gli organi è attribuita al presidente della Repubblica, mentre sono membri di diritto del Consiglio superiore della magistratura giudicante e del Consiglio superiore della magistratura richiedente, rispettivamente, il primo presidente della Corte di Cassazione e il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti di ciascuno dei Consigli superiori sono estratti a sorte, per un terzo da un elenco di professori e avvocati compilato dal Parlamento in seduta comune e, per i restanti due terzi, rispettivamente, tra magistrati giudicanti e richiedenti. Si prevede, inoltre, che i vicepresidenti di ciascuno degli organi siano eletti fra i componenti sorteggiati dall'elenco compilato dal Parlamento. Un'altra novità è rappresentata dall'istituzione dell'Alta Corte disciplinare che sarà composta da 15 giudici: 3 nominati dal presidente della Repubblica; 3 estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune; 6 estratti a sorte tra i magistrati giudicanti e 3 estratti a sorte tra i richiedenti entrambi in possesso di specifici requisiti.

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