
Lamezia Terme - Il Consiglio comunale di domani, convocato per l'approvazione del Dup e del Bilancio di previsione (i due punti più attesi della seduta in programma alle 9.30), potrebbe avere risvolti rilevanti in negativo per la stabilità della Giunta di centrodestra, ma anche di tutto il civico consesso. Secondo quanto appreso, c'è molta preoccupazione all'interno del "Palazzo" a poche ore dall'ingresso in Aula dei consiglieri. Fa specie infatti il mancato parere del Collegio dei revisori dei conti che si traduce in momenti di grande apprensione nella maggioranza guidata dal sindaco Mario Murone. Di fatto significherebbe l'illegittimità della seduta nel caso di forzature nell'approvare il documento contabile. Chi dei consiglieri si assumerebbe questa enorme responsabilità senza avere chiarimenti in primis dallo stesso primo cittadino?
Ma c'è di più, come se non bastasse, nei giorni scorsi è arrivata un'altra delibera della Corte dei conti riferita, pare, al Rendiconto 2024 con la quale l'organo di controllo intende avere contezza e vederci chiaro sullo stato di salute dell'Ente di via Perugini. A dimostrazione di quanto potrebbe accadere domani e della tensione che si respira, il segnale di una situazione che potrebbe "implodere" è arrivato stamattina in occasione della riunione della Seconda Commissione, Servizi economici e finanziari, riunitasi in vista del Consiglio di domani. Ebbene, trapela infatti la possibilità di una procedura illegittima, sia sul voto espresso in Commissione (dove ad approvare Dup e Bilancio sono stati i consiglieri del centrodestra, contrari il centrosinistra, tra i quali Doris Lo Moro, Bernadette Serratore, Gennarino Masi, astenuti la consigliera del gruppo Bevilacqua Maria Lucia Raso, Giancarlo Nicotera e Mimmo Gianturco) e sia l'eventuale voto di domani con evidenti ripercussioni negative sulla legittimità della delibera. Una eventualità del genere si tradurrebbe nell'inevitabile scioglimento del Comune.
In questa riunione, secondo quanto trapelato, non sono mancate le critiche all'Amministrazione per la mancanza di informazioni sulla delibera della Corte dei conti, il cui “arrivo” in via Perugini è stato confermato, e della quale non si conosce il contenuto. Domani insomma, i consiglieri andranno in Aula senza essere stati informati di ciò che chiede l'organo di controllo, a cosa è riferito e, soprattutto, dovranno sedersi sugli scranni del civico consesso sapendo del mancato parere del Collegio dei revisori. Parere non pervenuto nemmeno in forma interlocutoria come richiesto anche da qualche consigliere del centrodestra. A suffragare le preoccupazioni sono poi diverse sentenze del Consiglio di Stato. Ovvero, se il Collegio dei revisori non dà, nei termini previsti dalla legge o dal regolamento di contabilità, il parere necessario si rischia lo scioglimento dell'Ente. In siffatta situazione cosa accadrà domani? Andrà deserta la seduta? Le opposizioni potrebbero chiedere la revoca dell'Assemblea sull'approvazione del Bilancio, tenuto conto del mancato parere dei Revisori?
Antonio Cannone
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