
Lamezia Terme - "La città di Lamezia Terme sta vivendo un paradosso politico senza precedenti: prigioniera di una crisi del centrodestra che, nonostante il consenso stratosferico ricevuto appena sei mesi fa, si sta dimostrando incapace di garantire persino l'ordinaria amministrazione. Il Partito Democratico di Lamezia Terme denuncia con forza una situazione di stallo che ha ormai superato i confini della decenza istituzionale, proprio mentre il Comune si trova nel cuore della sessione di bilancio" è quanto afferma in una nota il Partito Democratico Lamezia Terme.
"Il fallimento del rimpasto e il deserto nelle deleghe chiave"
"Già pochi mesi dopo l’insediamento del Sindaco Murone - precisano - si era iniziato a parlare con insistenza di un "rimpasto" di giunta per correggere il tiro. Tuttavia, quel rimpasto non è mai avvenuto, e oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Comune si ritrova monco dei suoi due pilastri più importanti. Le dimissioni dell’assessore Bifano al Bilancio e dell’assessore De Sensi alle Opere Pubbliche hanno svuotato il cuore strategico dell’ente. È del tutto evidente che non si tratti di "motivi personali", come goffamente dichiarato per salvare le apparenze, ma di una scelta politica netta che certifica l’impossibilità di lavorare serenamente in una giunta paralizzata dai conflitti interni".
"L’immagine offuscata e il caso Paradiso"
"In questo quadro di sfacelo - sottolineano - si inserisce anche la vicenda dell’assessore Paradiso, che ha dovuto rimettere la delega alla Polizia Municipale per una "opportunità forzata". Una presenza istituzionale ormai azzoppata che appesantisce ulteriormente l’immagine già offuscata di questa amministrazione. In un settore così delicato, la città avrebbe bisogno di una guida solida e autorevole, non di figure costrette al passo indietro per logiche che nulla hanno a che fare con l’efficienza amministrativa".
"Lamezia ostaggio dei dirigenti esterni"
"Mentre la città attende risposte - proseguono - assistiamo a un valzer di nomi e ad indiscrezioni su possibili sostituti che restano però chiuse nei cassetti. Le cariche rimangono scoperte perché l’amministrazione Murone non è più padrona del proprio destino: le nomine sono bloccate dai veti incrociati dei dirigenti provinciali e regionali dei partiti di centrodestra. È inaccettabile che il futuro di Lamezia venga deciso in tavoli catanzaresi o reggini, sacrificando l’interesse della nostra comunità sull'altare di equilibri di potere estranei al territorio. Il Sindaco prenda atto che, senza autonomia e senza agibilità politica, la sua esperienza amministrativa è già giunta al capolinea".
"27 giorni al baratro: l’assenza di bilancio e di confronto"
"Il tempo sta per scadere. Mancano solo 27 giorni all'approvazione del bilancio, l'ultimo atto prima del ritorno alle urne d'ufficio per Sindaco e consiglieri. Nonostante la criticità finanziaria dell’ente imporrebbe una discussione pubblica e aperta con le forze politiche, le associazioni di categoria, i sindacati e il terzo settore, ad oggi non v’è traccia dello schema di giunta nelle commissioni. Si governa nel segreto delle stanze, mentre la città affonda".
"L’appello del PD al Sindaco Murone"
"Sindaco, parli alla città. Esca dal silenzio e chiarisca se è ancora il Sindaco di Lamezia o se è diventato un semplice esecutore di ordini dei partiti regionali. Se non è in grado di formare una squadra libera da veti e capace di produrre atti fondamentali come il bilancio, abbia il coraggio di ammettere il fallimento. Lamezia non può essere prigioniera della vostra crisi permanente".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
