
Lamezia Terme - Perimetrazione del centro abitato, Psc e governo del territorio, questi i temi affrontati nel corso del dibattito organizzato dall’Associazione “Una città dove vivere bene”, presieduta dall'onorevole, Doris Lo Moro dal titolo "Sgoverno del territorio, l’attività amministrativa tra inadempienza e approssimazione”. Sotto la lente d'ingrandimento le scelte, o meglio "le non scelte" dell'attuale Amministrazione comunale in tema di urbanistica e assetto del territorio. Stigmatizzata la "mancanza di una visione strategica della città" la "mancanza del Piano del sindaco", e una delibera approvata solo dalla Giunta comunale, quella relativa alla "Perimetrazione del centro abitato" che lascia dubbi e perplessità, un "ibrido", peraltro "illegittima" perché approvata senza che "passasse dal Consiglio comunale". Dibattito partecipato con gli argomenti introdotti da Francesca Arcieri che ha coordinato l'incontro.
Fra i contributi significativi, quello di Giovanni Iuffrida che ha messo in evidenza le finalità di questi appuntamenti organizzati dall'Associazione che hanno lo scopo di "formare la comunità per comprendere il valore che esiste sul territorio, le regole che devono orientare le scelte future". Iuffrida ha puntato il dito contro la riforma Del Rio che "ha messo in ginocchio le Province, una mancanza che ha generato un mostro", ha sottolineato. Parlando di un Psc "che è uno strumento contabile, di difficile applicazione, ed oggi si registrano molte proteste dei cittadini".
Franco Dattilo, ex assessore comunale, ha accennato alle "incongruenze sulla sicurezza stradale" alle "Zone 30" e alla loro disposizione non sempre idonea e al mancato rispetto delle regole. Anche da Giovanni Gallo strali contro la Perimetrazione poco chiara e con molti punti di incertezze nelle delimitazioni tracciate, tanto da sottolineare il fatto che "un’Amministrazione seria dovrebbe discutere con la cittadinanza, o quanto meno in Consiglio comunale". Parlando di mancanza "di piste ciclabili” di mancato "recupero dei centri storici, di "inquinamento del golfo", della "mancanza del Piano spiaggia". Altri interventi, quelli di Francesco Grandinetti, sull'importanza della "perequazione e sul valore dei centri storici"; Adelchi Ottaviano che ha lodato l'iniziativa auspicando altri incontri "tematici" che possono dare un contributo di idee allo sviluppo complessivo. E poi ancora, Claudio Cavaliere che in tema di sicurezza del territorio ha reso noto i dati dell'Ispra che "parlano di una Lamezia dove 20mila cittadini vivono a rischio frana". Antonio Sirianni ha osservato come si è in presenza di un Psc di fatto fermo al momento dell'approvazione il 2023 "discusso in un'ora e mezza in Consiglio comunale" e parlando di mancanza di progettualità e visione complessiva.

Quindi, le conclusioni di Doris Lo Moro. "Credo che sia un diritto pretendere dai cittadini quali siano le scelte che si fanno", riferendosi in particolare alla delibera di Giunta sulla Perimetrazione, affrontata in seno all'Associazione "per discutere del concetto stesso di governo del territorio, perché spesso si confonde il progetto. Cioè il singolo atto, il singolo provvedimento con la visione che si deve avere nella città e quindi con il concetto di governo del territorio. C'è in questo momento una visione della città o si agisce in maniera episodica? Magari sulla base di un lavoro già organizzato dalla vecchia Amministrazione? Parlando del governo del territorio dobbiamo capire - ha proseguito la Lo Moro - quali sono i concetti cardine che dobbiamo seguire? Gli strumenti per poi arrivare a capire in concreto come si attua questa governance. Perché, per esempio, tra gli strumenti c'è il Piano operativo, il cosiddetto Piano del sindaco che nel nostro Piano strutturale è obbligatorio, ma del quale non si è mai sentito parlare. Siamo oramai a otto mesi e non abbiamo contezza di nessun progetto e di nessuna programmazione urbanistica, di nessuna opere pubbliche. Ma abbiamo sentito parlare solo di alienazione dei beni pubblici per mettere qualche toppa a disavanzi di Amministrazione. Sull'urbanistica - ha evidenziato - vorremmo degli approfondimenti che servono per coinvolgere la cittadinanza. Faccio un esempio, probabilmente banale, se rendi comunale una strada provinciale, e magari si tratta di una via di accesso alla città farai magari qualcosa di buono per chi abita nella zona, e che si trova anche previlegiato perché può ridurre le distanze dal ciglio stradale, però togli la possibilità nel futuro di tirare fuori una visione di città. Già per esempio, su via del Progresso, come sull'altra strada che congiunge San Bruno o via Marconi, l'ipotesi è sempre stata quella di rivedere questa viabilità per favorire la nascita di una vera e propria città, non strettoie o slarghi con marciapiedi. Questo modo di presentarsi della città, non è certamente il meglio. Rinunciare a questa visione per piccoli provvedimenti immediati, è un grave errore".

Bilancio di previsione e "inadempienze inquietanti"
Argomento Bilancio di previsione. Anche qui, forti critiche all'Amministrazione anche in virtù del ritardo della nomina del nuovo assessore, delle mancate convocazioni della Commissione con tutto ciò che comporta e che la Lo Moro ha definito "inadempienze inquietanti". "Siamo al 31 gennaio - ha rimarcato - tra 28 giorni scade il termine per l'approvazione del Bilancio e non se n'è mai parlato. Neanche sono state illustrate le linee in commissione. Non c'è l'assessore del ramo. Sta arrivando il momento del Bilancio ma siamo ancora all'oscuro. Ricordo che l'articolo che ha prorogato il termine al 28 febbraio, è stato fatto dando una serie di compiti ai Comuni. Nessuno di questi compiti è stato finora affrontato, quindi ci aspetta un mese caotico per poi magari dire all'ultimo minuto che bisogna andare avanti perché il Bilancio va approvato. Certo che il Bilancio va approvato, ma prima di approvarlo bisogna elaborarlo".
A.C.
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