
Catanzaro - “Tra il 2004 e il 2023 in Calabria sono state emesse oltre 11.000 ordinanze di demolizione, ma solo l’11% è stato effettivamente eseguito, una percentuale inferiore alla già insoddisfacente media nazionale del 15%”. Lo ha detto Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, che a Catanzaro ha illustrato i dati della quarta edizione del rapporto sull’abusivismo edilizio in Calabria, realizzato insieme alla Regione nell’ambito di un protocollo d’intesa avviato nel 2024 e rinnovato nel 2025.
“Si tratta – ha spiegato Fontana - di una novità assoluta a livello nazionale, perché per la prima volta un monitoraggio civico viene svolto congiuntamente a un’amministrazione regionale”. “Grazie a questa collaborazione – ha rilevato Fontana - è raddoppiato il numero dei Comuni che hanno risposto alla richiesta di dati rispetto alla precedente edizione, rappresentando circa il 48% della popolazione calabrese: un campione quindi molto significativo. Dai dati emerge che tra il 2004 e il 2023 sono state emesse oltre 11.000 ordinanze di demolizione, ma solo l’11% è stato effettivamente eseguito, una percentuale inferiore alla già insoddisfacente media nazionale del 15%. Per la prima volta – ha aggiunto il dirigente di Legambiente - il rapporto analizza anche l’attività delle procure, che hanno emesso oltre 1.000 ordinanze di demolizione, con un tasso di esecuzione superiore al 23%, evidenziando una maggiore efficacia dell’azione giudiziaria. Inoltre, sono state trasmesse alle prefetture più di 1.800 ordinanze: le prefetture possono esercitare il potere sostitutivo quando i comuni non intervengono. Un dato particolarmente significativo – ha proseguito Fontana - riguarda la natura degli abusi: in oltre 3.000 casi monitorati manca del tutto il titolo edilizio, si tratta quindi di abusi assoluti. Inoltre, il 77% delle ordinanze riguarda comuni costieri, rendendo difficile parlare di ‘abusi di necessità’”.
Legambiente e Regione Calabria – ha quindi rilevato Fontana – “chiedono al Governo maggiori risorse per sostenere Comuni, prefetture e procure nelle attività di demolizione. La Regione sta inoltre valutando l’istituzione di un fondo di rotazione dedicato. Tra le proposte avanzate c’è anche l’istituzione di un tavolo regionale permanente sull’abusivismo edilizio, per garantire un’attenzione continua al fenomeno. L’obiettivo finale – ha concluso il dirigente nazionale di Legambiente - è accelerare e aumentare le demolizioni degli immobili abusivi, non solo per tutelare l’ambiente e contenere il consumo di suolo, ma anche per difendere le imprese che operano nella legalità”.
Ciafani (Legambiente): "L'abusivismo edilizio una grande emergenza irrisolta"
"L'abusivismo edilizio è una delle grandi emergenze irrisolte del Paese e la Calabria ne rappresenta uno dei casi più emblematici". Lo ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, nel corso della presentazione del dossier "Abbatti l'abuso in Calabria", risultato di una collaborazione istituzionale tra Legambiente e Regione Calabria. "Questo lavoro - ha proseguito - dimostra che il problema non è la mancanza di regole, bensì la difficoltà nel renderle effettive. Servono continuità nell'azione amministrativa, risorse adeguate per le demolizioni e un quadro normativo chiaro che consenta a Comuni, Prefetture e Procure di intervenire senza ambiguità"."Una collaborazione, quella con la Regione Calabria, senza precedenti in Italia, che indica una strada concreta e può diventare un modello anche per altre Regioni", ha concluso Ciafani.
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