
Lamezia Terme – La recente sferzata di maltempo che ha interessato la Calabria e in particolare l’area del lametino ha, ancora una volta, messo a nudo le fragilità del territorio in particolare sul fronte dell’erosione costiera lungo il Tirreno della provincia di Catanzaro, con il caso più significativo legato a Nocera Terinese ma sia a Sud – come Scilla – che a Nord – lungo il tratto cosentino – i danni delle mareggiate sono stati significativi e imponenti. Il dato scientifico, contenuto nell’ultima relazione Ispra, certificano che la Calabria e in particolare la costa tirrenica nella provincia di Catanzaro risulta tra le più esposte a fenomeni erosivi. Basti pensare che in circa 15 anni – dal 2006 al 2020 – in Calabria 347 chilometri di litorale su un totale di 745 sono stati modificati da fenomeni di erosione costiera o di avanzamento del mare. In percentuale il 57% delle coste della nostra regione ha subito cambiamenti significativi, estrapolando il dato chilometrico è la regione con un primato nazionale e all’interno del dato regionale, la provincia di Catanzaro detiene il record regionale con il 77% di litorale modificato in 15 anni.
“Il fenomeno dell’erosione costiera – spiegano gli studiosi dell’Ispra - ad oggi appare contrastato in modo generalmente più efficace che in passato ma non in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. I risultati positivi della pianificazione e delle azioni di gestione del territorio comportano anche un esborso pubblico via via più gravoso, mentre alla stabilità ed al leggero avanzamento di alcuni tratti di costa può corrispondere l’erosione marcata di altri tratti che subiscono le conseguenze dell’azione diretta dell’uomo cui si stanno iniziando a sommare quelle dovute ai cambiamenti climatici in atto”.
Dissesto idrogeologico, oltre 50mila persone a rischio
Dalla relazione Ispra emerge anche il dato relativo all’esposizione della Calabria ai rischi legati al dissesto idrogeologico. Un territorio notoriamente fragile tanto che negli atti dell’istituto nessun Comune della Calabria è esente da fenomeni e criticità di diversa classificazione. Ben 282 comuni su 404 sono classificati dal report Ispra come aree a pericolosità da frana con rischio elevato o molto elevato, e idraulica media, mentre altri 102 come aree a pericolosità da frana P3-P4, idraulica media ed erosione costiera. La superficie esposta comprende tratti urbani, infrastrutture strategiche, edifici pubblici e una parte rilevante del patrimonio storico e culturale, che in Calabria conta complessivamente oltre 900 chiese, siti storici e immobili vincolati in aree a rischio e risultano residenti in zona pericolose oltre 50mila calabresi. Tra il 2019 e il 2024 in Calabria sono stati finanziati interventi per circa 124,6 milioni di euro, con un’accelerazione significativa nel triennio 2022-2024. Solo nel 2024 sono stati attivati contratti per oltre 35 milioni di euro, mentre per il 2025 è previsto un ulteriore incremento degli stanziamenti.
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