Intelligenza artificiale e cittadinanza digitale: confronto all’istituto “Don Milani” di Martirano

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Martirano - Un significativo momento di formazione e confronto si è svolto presso l’Istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Martirano, in occasione della presentazione del documento di e-Policy dell’istituto, elaborato dal gruppo di lavoro coordinato dalla prof.ssa Marianna Bartolotta nell’ambito del progetto “Generazioni Connesse”. L’iniziativa - fanno sapere in una nota dalla scuola - si inserisce in un percorso volto a promuovere una cittadinanza digitale consapevole, la prevenzione dei rischi online e del cyberbullismo, nonché una collaborazione sempre più solida e responsabile tra scuola e famiglia. L’incontro, avviato dalla dirigente scolastica dott.ssa Manuela Maletta, è stato arricchito da una lezione di grande attualità dedicata all’intelligenza artificiale, tenuta da un ricercatore impegnato da anni nello studio di queste tematiche. Con competenza, rigore e una comunicazione efficace, il relatore è riuscito a coinvolgere attivamente un pubblico composto da docenti e genitori, rendendo accessibile un tema complesso e spesso percepito come distante.

L’intervento ha accompagnato i presenti in un percorso chiaro e stimolante, che ha spaziato dalle origini dell’intelligenza artificiale agli scenari futuri, affrontando anche questioni cruciali legate all’etica, alla filosofia, alla teologia, alla matematica, alla medicina, alla didattica, all’inclusione, alla sostenibilità ambientale, alla privacy e alla sicurezza.

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Particolarmente significativo è stato il passaggio dedicato alla rapidissima accelerazione dei tempi di sviluppo tecnologico: dopo l’emergere dei primi modelli, si riteneva infatti di disporre di un orizzonte temporale misurabile in anni prima di assistere a sistemi di intelligenza artificiale capaci di avvicinarsi ai livelli dell’intelligenza umana. Oggi, quella finestra si è drasticamente ridotta a pochi mesi. Un cambiamento che rende ancora più urgente comprendere queste tecnologie per non subirle, favorendo il passaggio – come sottolineato – da una condizione di semplice fruizione passiva ad un uso consapevole e responsabile.

Non è mancato un riferimento diretto al mondo della scuola e agli studenti, che sempre più spesso utilizzano strumenti di intelligenza artificiale come supporto nello svolgimento dei compiti scolastici. La vera sfida educativa, emersa con particolare chiarezza, riguarda il passaggio da un uso “furtivo”, spesso orientato a evitare la fatica, a un uso consapevole e competente, capace di potenziare e migliorare i processi di apprendimento.

In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non sostituisce l’insegnante, ma può alleggerirlo dalle incombenze burocratiche, permettendogli di dedicare più tempo e attenzione alla relazione educativa. Grande rilievo è stato dato anche ai temi dell’inclusione, in particolare per gli studenti con BES e DSA. L’IA è stata descritta come uno strumento con un forte potenziale di equità educativa: non una scorciatoia, ma una protesi cognitiva in grado di aumentare l’accessibilità dei materiali didattici, promuovere la multimodalità e supportare diversi stili e bisogni di apprendimento.

Il messaggio centrale dell’incontro è stato chiaro e condiviso: amplificare le capacità umane, non sostituirle. Non accettare passivamente le risposte dell’intelligenza artificiale, ma saperle interrogare, verificare e valutare criticamente. Usare la tecnologia non per risparmiare fatica, ma per raggiungere livelli di qualità e complessità che, senza il supporto di questi strumenti, sarebbero difficilmente accessibili.

A conclusione dell’incontro - fanno sapere infine - un vademecum rivolto ai genitori ha ribadito l’importanza della trasparenza, del dialogo e della navigazione condivisa, soprattutto con i più piccoli. Perché, come è stato ricordato, il futuro non è uomo contro macchina, ma uomo più macchina: un’alleanza consapevole e responsabile che la scuola è chiamata a guidare e accompagnare.

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