
Lamezia Terme – È stata accolta nel pomeriggi di giovedì 5 marzo, nella Cattedrale di Lamezia la reliquia della terra del transito di Francesco d’Assisi, nell’ambito della peregrinatio che sta toccando le cattedrali italiane in occasione degli 800 anni dalla morte del Poverello di Assisi. L’arrivo della reliquia, alle ore 17, è stato curato dall’Ordine Francescano Secolare e dai capi scout. A seguire si sono svolte la celebrazione della Santa Messa e un momento di preghiera animato dal gruppo Carlo Acutis.

La permanenza della reliquia in Cattedrale proseguirà anche nei prossimi giorni con diversi momenti di preghiera e partecipazione della comunità diocesana. Venerdì 6 marzo, dopo la recita delle lodi mattutine alle 9.00, si susseguiranno momenti di preghiera a cura delle suore della diocesi (ore 10.00) e dei Gruppi del cenacolo (ore 11.30). Nel pomeriggio alle 16.30 momento di preghiera a cura dell’Azione Cattolica, alle 18.00 la Santa Messa e un momento di preghiera a cura della comunità di S. Maria degli Angeli, alle 20 la preghiera in stile Taizé a cura della Pastorale Giovanile Diocesana. Sabato 7 marzo, dopo la recita delle lodi mattutine alle 9.00, si susseguiranno momenti di preghiera a cura dell’Ordine Francescano Secolare (ore 10.00) e del gruppo Nel seno di Maria (ore 11.30). Pomeriggio alle 16.00 pellegrinaggio in Cattedrale da parte dei gruppi del catechismo, araldini e lupetti. Prima della ripartenza della reliquia, la celebrazione eucaristica solenne presieduta dal vescovo mons. Serafino Parisi alle ore 18.00.
L'evento a 800 anni dalla morte del Poverello
In un clima di preghiera e di grande partecipazione, quindi, la chiesa lametina ha accolto nel pomeriggio la reliquia della terra del transito d Francesco d’Assisi, nel contesto delle celebrazioni in tutte le diocesi italiane a 800 anni dalla morte del Poverello. Ad accogliere in Cattedrale la reliquia, portata dai frati minori di Bisignano Luigi Loricchio, Michele Pressano e Antonio Monaco insieme a tre suore francescane di Gesù Bambino provenienti da Assisi, il parroco della Cattedrale don Giancarlo Leone, insieme all’Ordine Francescano Secolare di Lamezia Terme e alle rappresentanze dei gruppi Agesci della diocesi lametina che hanno guidato insieme il momento di preghiera, alternando la lettura delle fonti francescane alla recita dei salmi e ai canti.
Un simbolo che “ci ricorda l’esperienza di Francesco d’Assisi e quella di ognuno di noi”, ha detto fra Luigi Loricchio, parlando della vita del Poverello come “quella di questa terra che custodiamo come reliquia: una terra semplice, povera, che posta in mani sapienti diventa qualcosa di bello e di buono. Francesco, nelle mani di Dio, è stato come questa terra, che si lascia plasmare e rinnovare continuamente. Anche noi siamo terra, anche noi facciamo l’esperienza della nostra fragilità che ci fa stare male, che ci frustra. Ma Francesco è qui a ricordarci che il problema non è cadere e finire con la faccia a terra, ma riconoscere che la nostra terra, la nostra umanità, è custodita e continuamente trasformata dalle mani di Dio”. Quindi l’augurio che “come in tutte le chiese diocesane d’Italia, anche in questa chiesa, che già si è distinta per una bella e partecipata accoglienza, l’incontro con Francesco possa essere occasione per ritornare al Signore e fare esperienza di Lui”.

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