Lamezia, al Civico Trame assemblea pubblica e confronto a più voci sui problemi del territorio calabrese

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Lamezia Terme - "Da troppi lustri i calabri politicanti di mestiere, organicamente subordinati al centro direzionale romano, a sua volta servo di poteri economico-finanziari ingordi e spietati, pensano di aver condotto una volta per tutte la loro barca sull’asciutta terraferma. Questi maestri (di centro-sinistra-destra) dell’arte di controllare il consenso dei sempre meno numerosi elettori mediante l’uso clientelare delle risorse pubbliche sono così incalliti nell'esercizio impunito della prevaricazione e della discriminazione da non riuscire a rendersi conto di un fuoco che cova sotto la cenere, e si rivelano persino incapaci di fiutare cosa sta bollendo nella pentola calabrese. Hanno perso il tatto, l’udito e l’odorato, non sono in grado di percepire i fenomeni sociali che finiranno col procurar loro rogne e gatte da pelare" è quanto si legge in una nota del Coordinamento regionale Controvento -per il paesaggio e il territorio calabrese.

"E allora dell'assemblea pubblica sui gravi problemi del territorio calabrese svoltasi il 5 gennaio a Lamezia Terme (avvenimento di grande rilievo sociale, politico e culturale) proviamo a dare conto noi, partigiani e parte in causa, invitando i lettori a partecipare al tentativo di cambiare la realtà mortifera e ingiusta in cui siamo immersi: si unirebbero alle tantissime persone già in cammino, una sala strapiena di donne e uomini di prim’ordine, abili nell’animare una riflessione collettiva dal taglio molto più operativo che analitico".

"L’iniziativa - spiegano - era ospitata dal centro Civico Trame, che ha fatto gli onori di casa col suo presidente Nuccio Iovine esprimendo la stessa volontà di ogni portavoce delle varie e variegate soggettività presenti: il senso comune della politica, quello che ha prodotto fino a questo momento sconcerto, rassegnazione e disincanto nel corpo sociale, va contrastato e ricondotto alla legalità costituzionale, da sempre calpestata da classi dirigenti eversive e eterodirette. Hanno preso la parola alcuni intellettuali prestigiosi e non asserviti, come Alberto Ziparo, Francesco Bevilacqua e Aldo Femia, e poi, tra gli altri, gruppi, associazioni e coordinamenti come Addunati, Costa Nostra, Agorà Decollatura, Controvento-per il paesaggio e il territorio calabrese, Italia Nostra sezione “Paolo Orsi” Soverato/Guardavalle, Discovering Reventino, Movimento Terra e Libertà Calabria, Centro sociale Angelina Cartella, Comitato spontaneo Costa Viola".

"Scempi costieri, consumo di suolo, tracollo della sanità pubblica, inquinamento e siti contaminati, mala gestione dei rifiuti, dissesto idrogeologico, tagli indiscriminati di boschi, settore energetico e servizi idrici consegnati all'arbitrio dei privati: questi effetti della pessima conduzione della cosa pubblica sono stati richiamati in un clima commovente e fiducioso, nel quale le voci e gli accenti manifestavano lucidità e assenza di paura. Lo stato d’animo dell’assemblea - informano - era quello di uomini e donne fuoriuscite dall'abitudine di chiedere allo stato o alla regione, e capaci di presentarsi come corpo sovrano, come un collettivo di persone che si riunisce, decide, esegue. Cari lettori venite anche voi al prossimo appuntamento, che sia una manifestazione, un sit-in o un altro incontro pubblico autogestito e autodeterminato. Vi assicuriamo che è bellissimo sentirsi parte di un contesto denso di calore e affettività, e altrettanto entusiasmante è non percepirsi più come obbedienti e impotenti esecutori di volontà aliene ma come persone capaci di comprendere i problemi della collettività e ricercare una soluzione. In ogni caso quei tomi che si tiraru a barca ô 'sciuttu saranno raggiunti dalla mareggiata e vedremo se non faranno naufragio navigando in mare aperto". 

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