Lamezia, assenza di calendari per le prestazioni sanitarie: lettera aperta del Tribunale per i Diritti del Malato

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Lamezia Terme - Lettera aperta  sull’assenza di calendari  per le  prestazioni sanitarie nelle strutture pubbliche da parte di Fiore Isabella, responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato - Cittadinanzattiva di Lamezia Terme.

“Presidente Occhiuto - scrive Isabella - come responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato della Rete di Cittadinanzattiva di Lamezia Terme, mi sento profondamente umiliato dai silenzi che hanno connotato, in questo lungo lustro i Suoi rapporti con il sangue vivo di una sanità Calabrese ormai sul precipizio di un Armageddon. L’uscita dal commissariamento che con Lei ha vissuto il dono della continuità con la politica, propagandata come un esodo verso una nuova terra promessa, ci lascia per intero i dubbi che si annidano dietro i vincoli di un  piano di rientro che, al netto di un commissario straordinario in meno, lascia la sanità pubblica regionale in una condizione di forte smobilitazione; condizione che non vive il cittadino che sta bene economicamente o che sa muovere, con puntualità, le pedine di un sistema discrezionale in attività permanente e ricorrente; lo vivono gli utenti che ci hanno segnalato le chilometriche liste di attesa e i calendari bloccati che configurano, nei fatti una palese interruzione di pubblico servizio. Proprio ieri un pensionato della mia città ha segnalato allo sportello del TDM la sua odissea che riassumo in breve perché Lei comprenda il senso di una criticità che ha ormai raggiunto il livello di guardia. Questo pensionato di 72 anni, affetto da “Adenocarcinoma alla prostata”, si è rivolto al Cup locale e, in rapida successione, a quello regionale per la prenotazione di una ”Tomografia ad emissione di positroni (PET-TC) globale”. Sia dal CUP locale che da quello ad estensione regionale, riceveva una laconica risposta: ”Non c’è calendario”. Vista l’impossibilità di accedere alla prestazione in Calabria, l’utente si rivolgeva ad una struttura privata fuori regione con un esoso costo della prestazione di 752 euro, più della metà dell’importo della sua pensione. Ironia della sorte l’utente avrebbe diritto al rimborso se la prenotazione della prestazione fosse andata in porto e non negata per l’assenza di calendario. Il decreto legislativo n. 124/98, infatti, regola le liste d’attesa definendo chiaramente che “qualora l’attesa della prestazione richiesta si prolunghi oltre il termine fissato, l’assistito può chiedere che venga resa nell’ambito dell’attività libero professionale”. Inoltre, nel caso in cui si sia costretti a ricorrere all’alternativa della libera professione, si potrà porre “a carico della Asl l’intero costo della prestazione”. A nessuna di queste tipologie di rimborso, come nel caso del pensionato lametino, possono essere condotte le prestazioni non prenotate, e quindi non erogate, per “ASSENZA DI CALENDARIO”. Non si tratta, onorevole presidente, di un problema ascrivibile a qualche caso isolato ma di un fenomeno più volte segnalato e, purtroppo, mai rimosso”.

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