Lamezia, confronto a più voci sull'8 marzo nella sede dell’Associazione ALBA

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Lamezia Terme - “8 Marzo: festa non celebrativa, ma conquista quotidiana di riconoscimento della Donna”. Una voce forte e definita ha pronunciato queste parole nel pomeriggio della Giornata Internazionale della Donna 2026, nella luminosa e accogliente sede dell’Associazione ALBA di Lamezia Terme, presieduta dalla dottoressa Mirella Samele. È stata proprio la sua voce a voler offrire uno spazio di riflessione e dialogo tra socie e soci, amiche e amici, simpatizzanti, sul contributo delle donne nel cammino economico, sociale e culturale orientato al Bene Comune.

In ore segnate da tensioni internazionali e da una guerra appena esplosa, che evidenzia quanto sottile possa essere il confine tra normalità e tragedia, l’incontro ha fatto percepire ancora più forte il valore della Pace, celebrando lo stare insieme come una vera e propria “pratica di tutela” del Femminile e come occasione per raccontarsi, condividere e farsi forza. La dottoressa Samele ha reso protagoniste dell’iniziativa le Donne di ieri — quelle evocate, anche se in visioni opposte, da Rosetta Vecchi e da Maria Bartoletta — le Donne di oggi — le relatrici della serata e quelle presenti, coinvolte nella medesima performance — e le Donne di domani, rappresentate dalle artigiane a tutto tondo: figure chiave del cambiamento, nel rispetto dell’autentica tradizione ma con lo sguardo rivolto alla tecnologia, alla scienza e alla cura di sé e degli altri.

È così emerso il tema centrale dell’iniziativa: le espressioni del Femminile. Rosetta Vecchi, già vincitrice del Premio Anthurium 2024, ha declamato l’amore come sentimento d’altri tempi, attraverso un rituale fatto di gesti piccoli ma significativi: sguardi prolungati, batticuore, lettere nascoste, baci fugaci. Versi semplici e poesie brevi che hanno regalato ai numerosi presenti una sensazione di innocenza e intensità pura. All’amore romantico e sentimentale cantato da Rosetta Vecchi ha fatto da contrappeso l’amore caratterizzato da libertà individuale e indipendenza di Mary Shelley. Grazie alla brillante ed efficace interpretazione — nei termini della lingua madre — di Maria Bartoletta, la figura della Shelley ha portato nella sala il profumo di un’epoca meno ingenua rispetto a quella degli anni giovanili evocati dalla Vecchi.

Influenzata dalla rivoluzione scientifica e dal contesto gotico-romantico, la scrittrice britannica ebbe una vita assolutamente anticonvenzionale, in contrasto con le norme e le regole del suo tempo. Nel suo romanzo Frankenstein, Mary Shelley riflette le proprie sofferenze personali, rivelando affetto ed empatia per la “creatura”, che vede come tragica vittima e non come mostro, anticipando così una sensibilità moderna verso l’alterità. Dall’amore ingenuo e nostalgico evocato dalla Vecchi si è passati quindi a quello cupo, tenebroso e misterioso della Shelley interpretata dalla Bartoletta. “L’amore è stato declinato in tante sfumature”, ha commentato la presidente Samele, argomentando il proprio pensiero con citazioni autorevoli. Il pomeriggio è poi proseguito con le splendide proposte delle donne artigiane, che hanno presentato le tecniche di lavorazione e i materiali utilizzati per i loro manufatti — fili di seta e di cotone, resine, pietre preziose e ciottoli.

L’atmosfera si è ulteriormente rallegrata grazie alle note olfattive e gustative dei dolci vittoriani, così chiamati perché richiamano la tradizione del tè pomeridiano e la fedeltà a dolci considerati intramontabili nella pasticceria britannica. Nelle sale dell’elegante abitazione, oggi sede dell’Associazione ALBA, è trascorso così un pomeriggio piacevole all’insegna dell’amicizia e della condivisione di “saperi e sapori”. Un momento non celebrativo delle conquiste raggiunte dalle donne, ma piuttosto un invito a rinnovare l’impegno per garantire a tutte le donne, in ogni parte del mondo, pari diritti, dignità e opportunità, all’interno di un modello economico circolare, verde e sostenibile.

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