Lamezia, domani tappa al Liceo Classico Campanella-Fiorentino per il romanzo "Il cacciatore di meduse" di Ruggero Pegna

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Lamezia Terme - "Continua il viaggio nelle scuole de Il cacciatore di meduse di Ruggero Pegna (Falco Editore), il romanzo che racconta in modo emozionante e commovente l’incredibile dramma dei migranti, il viaggio della speranza di migliaia di uomini e donne visto con gli occhi di un bambino, le sofferenze e i sogni di chi è misero o diverso, discriminato per il suo stato di povertà o per il colore della pelle" è quanto si legge in una nota. 

"La storia di Tajil, il piccolo somalo protagonista del romanzo, e dei suoi amici immigrati e miseri di ogni parte del mondo, sarà domani oggetto di discussione tra gli studenti della 3°B Classico del Polo Liceale Campanella-Fiorentino di Lamezia Terme, alla presenza dell’autore per volontà del professore Raffaele Gaetano. Considerato un vero romanzo di formazione, Il cacciatore di meduse è anche un manifesto contro  ogni forma di razzismo, segnalato dalla World Social Agenda tra i libri consigliati a docenti e studenti sul tema “Migranti e Diritto al Futuro”, soggetto che ha ispirato anche il film “Io Capitano” di Garrone.  Presentato in decine di scuole, programmi TV e vincitore di numerosi premi, affronta i temi dell’immigrazione, dell’integrazione e dell’accoglienza. C’è un microcosmo di valori, sentimenti, storie, pensieri e promesse nell’animo del piccolo Tajil, il bimbo a cui il nonno ha insegnato a catturare le meduse con le mani e portarle a riva, secondo un’antica leggenda portafortuna: l’ombra della guerra, la solitudine e la miseria, il viaggio disperato, accoglienza e ostilità, il dramma di tanti uomini e donne che cercano una vita migliore, ma che spesso si trasforma in tragedia". 

"Una storia che approda sulle coste siciliane, in riva al mare cristallino di Lampedusa e poi di San Vito Lo Capo, dopo l’espiazione di un viaggio massacrante, prima nel deserto poi nel Mediterraneo. C’è un pezzo di storia dei nostri tempi, l’avventura dei migranti vista con gli occhi di chi la vive.  In un momento storico segnato da episodi d’intolleranza e di odio, Il cacciatore di meduse parla di sentimenti, di uguaglianza tra uomini di ogni fede, razza e colore, del valore del rispetto di ogni diversità, sottolineando la ricchezza della contaminazione tra diverse culture.  Un romanzo che arriva dritto al cuore di lettori di ogni età, perché in fondo è una grande storia d’amore incastonata nella cronaca mondiale degli ultimi anni, dall’elezione di Obama, primo Presidente americano di colore, all’appello di Papa Francesco dopo la strage di migranti nel Canale di Sicilia del 18 aprile 2015". 

 “La Terra è di tutti, diceva mio nonno e, per questo, sto bene anche qui, in mezzo a gente con la pelle diversa dalla mia. […] Penso che il nonno avesse ragione quando diceva che la bontà non dipende dal colore della pelle, ma da quello del cuore.”, scrive Tajil nel suo primo temino in italiano. Effetto inevitabile del romanzo è quello di un’autentica sferzata verso il superamento di pregiudizi e steccati culturali. Pegna, noto promoter musicale, è anche autore di raccolte di poesie, come “Il mio tempo” e “Le gocce e il paradiso”,  e altri romanzi dedicati a temi sociali, da  “Miracolo d’amore”, storia della sua leucemia, a “La penna di Donney”, dedicato alla campagna contro la pena di morte (entrambi Rubbettino editore), fino a “La stanza di Adel”, storia di un’adozione (Santelli editore). 

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