Lamezia, il Nabucco di Verdi interpretato dagli alunni del plesso Pietà nel web-magazine scolastico

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Lamezia Terme - Incanta la comunità scolastica il Nabucco di Giuseppe Verdi, intonato dagli alunni della scuola primaria dell’Istituto comprensivo “Gatti-Manzoni-Augruso”. Lo struggente ensemble vocale dei bambini del plesso Pietà, diretti dai professori Vittorio Viscomi e Monica Sdanganelli, è la perla del secondo numero del web-magazine, format di informazione digitale ideato e realizzato dalla scuola.

Si inquadra a tuttotondo nelle Nuove indicazioni nazionali del curricolo – evidenziano dalla scuola - l’originalissimo prodotto multimediale creato dall’IC Gatti-Manzoni, su un’idea di Antonella Mongiardo e Antonietta Vincenzo. Un magazine che unisce diversi linguaggi, testi immagini, video e suoni, in un grande contenitore di cultura unica, nel quale vengono sviluppate tematiche in modo interdisciplinare. Protagonista del secondo numero è la musica, con i suoi affascinanti riflessi nella storia, nella letteratura, nella psicologia, nella scienza, persino nella matematica. “La scuola italiana, con le Nuove Indicazioni nazionali per la scuola primaria e il primo ciclo di istruzione - dice la preside Antonella Mongiardo - promuove l’educazione musicale, rafforzando la conoscenza, l’ascolto e la comprensione della musica, la pratica del canto e degli strumenti musicali in modo inclusivo e secondo una articolazione curricolare verticale”.

Si legge, infatti, nel documento: “In chiave transdisciplinare, la musica interagisce con le altre discipline sviluppando il pensiero critico, la creatività e le competenze sensoriali, cognitive, espressive e relazionali degli studenti. La pratica corale dovrebbe entrare nell’habitus esperienziale di ogni alunno, come strumento di comunicazione, confronto, comprensione dell’altro, accettazione della diversità”.  Si inserisce armoniosamente in questa nuova visione dell’apprendimento scolastico il web-magazine targato “Gatti-Manzoni-Augruso”, alla cui realizzazione collaborano alunni, insegnanti, ma anche esperti esterni, scrittori, giornalisti e dirigenti scolastici, entusiasti di condividere l’amore per la cultura.

“Dove le parole non arrivano… parla la musica.” Lo spirito del nuovo numero del video-magazine è racchiuso in questo pensiero di Beethoven, uno dei più grandi compositori della storia della musica occidentale. La scrittrice Antonietta Vincenzo racconta quando è nata la musica, come è nata e perché. E con affascinanti esempi tratto dalla storia della musica, ci fa riflettere sull’enorme potere della musica nel veicolare messaggi, anche patriottici. Ne è un esempio il Nabucco di Giuseppe Verdi. Il brano corale “Va pensiero” inneggia a una patria sì bella e perduta e traspira patriottismo da tutti i pori”.   La professoressa pronuncia queste parole e i bambini esplodono nel bellissimo coro del Nabucco, emozionando il popolo dei social. Sfogliando il menu a tendina, si possono ascoltare le interviste ad artisti e docenti di strumento musicale, i quali raccontano come si sono avvicinati alla musica.

Il progetto web-magazine, curato dall’animatore digitale della scuola prof. Francesco Servidone, è un esempio di interazione tra discipline, esplorando argomenti culturali da diverse angolazioni. Il video della professoressa Valeria Piccirillo, docente di violino, ci svela il legame tra la musica e la matematica. “Il linguaggio musicale – racconta la misicista- fu scoperto dall’inventore della formula matematica più famosa del mondo: Pitagora.  Una leggenda vuole che Pitagora solesse passeggiare tutti i giorni passando davanti alla bottega di un fabbro. Passando e ripassando da questa bottega, prestò attenzione ai diversi suoni che producevano i martelli battuti sull’incudine. Il filosofo si chiese quale fosse la causa di quei suoni armoniosi, e sempre diversi. La sua curiosità fu soddisfatta.  Entrando nella bottega, notò che i responsabili dei diversi suoni prodotti erano i diversi pesi dei martelli battuti sull’incudine.  Lunghezze e pesi dei martelli producevano, dunque, suoni diversi. Da questa acuta osservazione alla regola matematica il passo fu breve”.

La dirigente scolastica Cinzia Scozzafava spiega come “la musica non si insegna solo per far apprendere canzoni o ritmi, ma per favorire un apprendimento significativo, interdisciplinare e inclusivo. Nella scuola, integrare la musica nelle discipline curriculare rende l’apprendimento più creativo e motivante. In un’epoca dominata da schermi e stimoli frammentati - dice dal suo videoselfie - la musica educa all’ascolto, alla pazienza e alla bellezza condivisa. La musica non cambia il mondo da sola- conclude- ma cambia le persone che lo cambieranno”.

Il dirigente scolastico Ferdinando Rotolo si sofferma sul significato simbolico dei suoni: “La musica non è solo un’emissione di suoni, regolati da rapporti matematici e leggi fisiche. I suoni sono associati a dei significati, a delle armonie, a delle ricostruzioni culturali e mentali, che sono espressione di una civiltà, di un popolo, oltre che di una individualità artistica. La musica ha, sì, una dimensione orizzontale, ovvero la melodia, con un inizio e una fine, ma ha anche una dimensione verticale, che non è data solo dall’accordo, sottostante alla melodia, che serve a dare una profondità maggiore al suono, la dimensione verticale riguarda i significati simbolici e spirituali che quella melodia assume”.

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