
Lamezia Terme - “Il tema della povertà rappresenta una delle sfide più importanti delle politiche pubbliche. La povertà che deve essere vista non con una funzione residuale ma come condizione strutturale, complessa e multidimensionale perché ci vengono comunque chieste risposte concrete, continuative e sistemiche”. Così, l’assessore regionale con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, Pasqualina Straface intervenendo ad un convegno regionale a Lamezia dal titolo "L'Italia delle povertà-Calabria: Osservatorio e politiche del fare welfare", promosso dall'Alleanza contro la Povertà in Calabria e la Rete di Trieste Calabria.
“La rilevanza della povertà - ha aggiunto- sappiamo benissimo che va nella direzione di influire su quella che è la coesione sociale, la tenuta dei territori ma in particolar modo la garanzia effettiva dei diritti dei cittadini. Si cambia il paradigma, sono i servizi che vanno verso le persone e non le persone verso i servizi rispetto a quello che è il welfare di prossimità. Uno strumento di contrasto alla povertà è rappresentato dal piano regionale di contrasto alla povertà 2024-2026 che abbiamo approvato, che dà particolare attenzione a quella che è l'integrazione dei servizi e che ha soprattutto un approccio multidimensionale. C'è una presa in carico integrata - ha evidenziato la Straface - un coordinamento con i servizi sociali, la pubblica istruzione, la sanità e le politiche del lavoro. Tutto questo impone quello che dovrebbe essere un salto di qualità nella governance e nella programmazione, nella presa in carico integrata ma soprattutto nel monitoraggio degli esiti. Come le risorse, vedete la Carabbia oggi mette in campo risorse che non ci sono mai state negli anni precedenti. Parliamo di 150 milioni di euro per quanto riguarda il piano regionale di contrasto alla povertà, 122 milioni di euro che è il PR di supporto alle fragilità e 60 milioni di euro per quanto riguarda il fondo nazionale delle politiche sociali e il fondo regionale delle politiche sociali. Risorse che oggi ci permettono di avviare una programmazione che va soprattutto nella direzione di rafforzare chi oggi deve mettere a terra le politiche sociali che sono gli ambiti territoriali sociali".

"Gli interventi che oggi la regione Calabria prevede sono maggiori investimenti nel welfare, passiamo da una spesa sociale di 22 euro a 40 euro pro capite. Alla nascita del dipartimento del welfare fortemente voluta dal presidente Roberto Occhiuto che oggi ci chiede maggiore attenzione, visione e capacità di incidere sui territori. Rafforzamento degli ATS, uno dei primi incontri che ho voluto fare da assessore è stato quello di ascoltare gli ambiti territoriali sociali rispetto a quelle che sono le criticità strutturali che oggi esistono negli ambiti. E non si tratta soltanto di una questione di rendicontazione perché è vero ho chiesto un'accelerazione nelle rendicontazioni perché oggi i ministeri ci chiedono questo per il trasferimento delle risorse ma ho chiesto pure qualità nella programmazione, efficienza nella spesa, rendicontazione rigorosa. Noi - ha precisato ancora l’assessore regionale - oggi abbiamo l'osservatorio delle politiche sociali e l'osservatorio oggi ha il compito di raccogliere dati, analizzare dati, report e soprattutto di capire come le risorse finanziarie incidono nel percorso di vita delle persone. Rispetto al piano invece di supporto alle fragilità, 122 milioni di euro, abbiamo finanziato Scordovillo dove siamo oggi qui, Progetto Sud che rappresenta un laboratorio di innovazione sociale con il progetto Intregci di integrazione delle famiglie Rom nel tessuto urbano. Abbiamo il progetto Partecipo, 15 milioni di euro, sono stati finanziati 11 progetti che toccano tutte le province calabresi. Qui parliamo di azioni di integrazione e di inclusione socio-economica attraverso le pari opportunità di quelle persone che vivono nelle periferie dove esiste degrado urbano, dove esiste povertà educativa, dove esiste povertà di assistenza. Abbiamo ancora il progetto “Un passo in più”, oggi mi arrivano le notizie, un contributo per le donne con patologie economiche, abbiamo raggiunto proprio il livello massimo. Sicuramente la cosa non mi fa piacere perché significa che purtroppo è una patologia che cresce, ma allo stesso tempo ho voluto mettere in campo, anche questa è una misura voluta dal presidente Occhiuto, affinché la tossicità della malattia non possa trasformarsi in tossicità economica. Una casa per tutti, dopo l'incontro che abbiamo avuto con gli ambiti territoriali, abbiamo dovuto fare, perché anche la politica dell'ascolto su chi deve mettere a terra le politiche sociali diventa fondamentale, abbiamo dovuto migliorare alcune situazioni. È stato pubblicato oggi il decreto, quindi gli ambiti territoriali possono firmare finalmente le convenzioni, anche questa è una misura di dignità per le famiglie, perché avere una casa rappresenta per una famiglia una forma di dignità e di civiltà, ma è una forma soprattutto di inclusione sociale attiva. Ancora abbiamo super abilities, abbiamo donne libere, abbiamo altre due linee di intervento proprio qui nel Lametino, abbiamo quattro linee di intervento di inclusione sociale nelle aree interne. Sono tante le risorse - ha concluso la Straface - la sfida politica principale è quella di ridurre il divario tra quello che prevede la norma e quello che accade nei servizi e noi in questa direzione stiamo lavorando”.
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