Lamezia, serata di grande commozione in ricordo di Pino Gullà

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Lamezia Terme - "Dove vado lo sanno solo le stelle". Così, la professoressa Costanza Falvo D’Urso, aprendo una commovente e intesa serata in ricordo di Pino Gullà, citando proprio una sua frase toccante e pregna di universalità, come erano i suoi pensieri. Per lo storico collaboratore del Lametino, sala Sedna di via Tevere gremita di amici e parenti, per un evento organizzato in suo onore a poco più di due mesi dalla scomparsa. Un ricordo vivo nel segno di una vita fatta di grandi ideali, impegno civico e alto senso etico.

In apertura, la proiezione di un video voluto fortemente dalla sorella Teresa, presente con i figli e che ha ringraziato tutti per il calore e l'affetto, donando in sala una collezione di libri di Pino a omaggiare così la sua memoria e il suo senso continuo di apprendimento. Il video ha ripercorso la vita lametina e le tante iniziative che lo hanno visto protagonista e che ha commosso i presenti in sala. "Un ricordo che serve a mantenere viva la vitalità di Pino", ha sottolineato ancora la professoressa Costanza Falvo D’Urso.

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Quindi, gli interventi dei relatori. Francesco Scoppetta, già preside del "Valentino De Fazio". "Una gran bella persona che è stato bello ed importante conoscere, con la quale abbiamo condiviso tante cose e alla quale è stato facilissimo voler bene. Non voleva mai disturbare tanto, che alla fine poteva sembrare anche diffidente. Ricordo quando gli dicevo fai la domanda di passaggio alle scuole superiori vedrai che ti troverai bene, lui insegnava alla media. E lui tentennava, e io non capivo perché. Si doveva convincere che fosse giusto. Ma attenzione, che fosse giusto per gli altri, non per sé, lui l'avrebbe pure fatta quella scelta, ma gli altri ne avrebbero tratto giovamento?".
"Ci la lasciato un’impronta importante come faceva sul Lametino". Ha detto dal canto suo il professore di filosofia, Giuseppe Gembillo, figura di riferimento di Pino Gullà e grande amico. "Era impegnato nella cittadinanza attiva, una persona perbene. Su tutto quello che scriveva e faceva, si poneva sempre la domanda, ovvero quale impatto postasse avere sugli altri".  Gembillo ha parlato di Gullà e dei "vent'anni di collaborazione fra l'Università di Messina, l'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli, il Centro studi che dirigo a Messina", e "l'affinità filosofica" che ha contraddistinto le loro frequentazioni.

E poi ancora il ricordo commosso di Doris Lo Moro. "Nella sua vita il suo senso etico era forte contro il malaffare, la criminalità organizzata, la corruzione", ha evidenziato. Un'amicizia forte duratura, intrisa di scambi di idee, viaggi, confronti. Doris Lo Moro ha ricordato in particolare una manifestazione a Soriano dove "era stato ucciso un ragazzo di 19 anni. E siamo stati lì a quel corteo in silenzio, camminavamo piano, perché c'era il popolo, il popolo di Soriano. Ero con Pino e mio marito come tre cittadini qualsiasi di questa Calabria martoriata, colpita dal fatto che un ragazzo di 19 anni fosse stato ucciso per errore, ed eravamo lì. Pino non si è mai risparmiato nei viaggi, nelle testimonianze, nella ricerca di un senso della propria vita quotidiana. È stato veramente un compagno di viaggio, ed anche un esempio".

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Alla serata speciale e di grande commozione, non poteva mancare il ricordo della nostra testata con l'intervento della direttrice. "Per Pino Gullà - ha detto Alessandra Renda - il Lametino era casa. Fino a poco tempo prima che ci arrivasse la brutta notizia, lui continuava a telefonarci: ci teneva a mandarci i suoi blog, ci aggiornava sulla sua vita, e quel filo non lo mollava mai. Era il suo modo di restare in cammino, di tenere il pensiero acceso, di sentirsi ancora “dentro” le cose. In occasione dei vent’anni della testata lo avevamo chiamato per chiedergli un contributo, un ricordo del suo percorso con noi e lui, con la sua eleganza discreta, ci ha regalato una definizione che racconta tutto: “Quando inizia a collaborare con l’attuale testata - diceva - pensavo soltanto a qualche articolo, poi i giovani digitali che stavano davanti al computer, allora oggetto misterioso per il sottoscritto, pronti a impaginare, mi stimolarono a continuare, soprattutto a scrivere sul pc, e oggi devo ringraziare chi mi ha guidato nelle vie dell’online: “Sono uno che scrive su ciò che vede, legge o studia”. Dentro questa frase - ha sottolineato altresì - Alessandra Renda - c’era il suo stile: la curiosità, la disciplina, la volontà di chi non scrive per riempire uno spazio, ma per aggiungere senso. Noi come redazione custodiremo i suoi pezzi con cura negli archivi. Ma soprattutto custodiremo la sua lezione silenziosa: che la cultura non è mai un ornamento, ma un modo di stare al mondo".

L'evento si è chiuso con gli interventi del professor Francesco Vescio che ha ricordato la loro amicizia, e della nuora della sorella Teresa. "Ognuno di noi - ha detto - immagina come sarà ricordato quando non ci saremo più. Ecco, credo che a Pino sarebbe piaciuto esattamente come è avvenuto questa sera con tutti voi presenti. Grazie".

A.C.

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