
Lamezia Terme - "Un successo dietro l’altro, emozioni che “battono” dai tamburi fino al cuore, e poi un’attenzione sempre precisa per le migliori tradizioni musicali, linguistiche, poetiche della Calabria". È quanto sottolineano in una nota in merito al tour invernale di Nando Brusco, cantastorie, percussionista di Belmonte Calabro che da anni è impegnato sulle scene nazionali con lo spettacolo “Tamburo è Voce”: storie antiche, memorie del passato, una ricerca espressiva e timbrica, nei suoni e nei battiti di quei tamburi che lui stesso si fa costruire dalle migliori maestranze del Meridione. Una serie di successi culminati nel periodo delle festività appena trascorse, in cui Brusco è stato impegnato anche in altri due progetti collettivi, quello dei Cantori Calabri – con gli altri musicisti Gerardo Vespucci, Piergiuseppe Maggi e Davide Magnone – e quello su “La notte di Natale” di Vincenzo Padula, in compagnia di Vincenzo Mercurio e Caterina Verduci di Teatro Proskenion.
"Un tour entusiasmante – racconta Nando Brusco – che mi ha portato con “Tamburo è Voce” in luoghi e in spazi importanti, non convenzionali, ricchi di precisi significati culturali, penso per esempio allo Spin Time Lab di Roma, storico centro occupato che da decenni lavora con i migliori artisti della Capitale e non solo, ma anche a Nettuno, nella splendida sala dell’associazione Baraonda, a Lecce nel meraviglioso Museo Castromediano, dove si è tenuto lo storico festival Mare Aperto. Un momento di altissimo spessore su cultura mediterranea e sul rapporto tra musica e narrazione. E ancora a Itri, in provincia di Latina, al Museo del Brigantaggio, in compagnia di altri due cantastorie eccezionali, Antonio Smiriglia dalla Sicilia e Pasquale Valentino dalla Campania". E non solo. I momenti vissuti con gli altri due progetti, sia con i Cantori Calabri che con Teatro Proskenion, hanno restituito a ogni pubblico, a ogni serata, la bellezza, la sensibilità, la qualità di un approccio artistico, etnomusicologico e teatrale che oggi può fare la differenza nella nostra regione e nei modi con cui si tenta di raccontarne le radici popolari.
"Con i Cantori Calabri – continua Brusco – abbiamo proposto un concerto di Capodanno nella splendida Chiesa Madre di San Biagio V.M. di Amantea, ed è stato un viaggio nelle tradizioni della nostra musica popolare, un’esperienza che avevamo intanto già lanciato a San Lucido, al Borgo Rosso. Con Teatro Proskenion, poi, è stata un’esperienza meravigliosa lavorare su “La notte di Natale” di Vincenzo Padula – grande successo al Teatro Cilea di Reggio Calabria, per esempio – un’opera senza tempo che dovremmo imparare a conoscere a fondo, da Calabresi, un piccolo capolavoro di cui andare orgogliosi e che si sposa alla perfezione con le nostre concezioni artistiche e con il nostro modo di raccontare la Calabria". Soddisfazione e volontà di proseguire per un percorso che Nando Brusco ha ormai intrapreso da tempo, all’insegna di una ricerca costante, un continuo scavare nelle tradizioni, nel fascino e nei significati di quel “mondo popolare” con il quale dover fare i conti, non solo e semplicemente da un versante artistico, ma forse soprattutto con una precisa visione valoriale e “radicale”: una ricerca, insomma, delle radici vere di una terra che oggi rischia forse di cercare nuove identità senza prima riconoscere a dovere quelle con cui si è formata nel corso della sua storia.
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