
Lamezia Terme – Tutto è bene quel che finisce bene. Dopo ore di paure e incertezze, gli studenti calabresi rimasti bloccati a Dubai per tutto il weekend sono finalmente arrivati a Lamezia. Il rientro era previsto sabato scorso, ma l'inizio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran e la risposta da parte di Teheran contro i Paesi del Golfo, con conseguente chiusura dello spazio aereo sulla città di Dubai, dove i ragazzi hanno partecipato al progetto di simulazione diplomatica “Ambasciatori del futuro”, ne aveva impedito il rimpatrio. Visibilmente provati ma comunque felici di aver archiviato un’esperienza che rischiava di trasformarsi in un incubo, le catanzaresi Vittoria Sigillò e Charlotte Bevilacqua e i cosentini Mirko Frascino e Aurora D'Atri hanno potuto riabbracciare i propri cari, lasciandosi alle spalle bunker e missili in Medio Oriente. Ad attendere il volo proveniente da Milano Linate, con atterraggio alle 23.40, anche il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, e il prefetto Castrese De Rosa.
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Le parole di Mirko atterrato a Lamezia
Mirko racconta la sua percezione in merito alla presenza dello Stato italiano: “Non ci siamo sentiti abbandonati. Anche noi, nell’hotel, abbiamo visto il console italiano con cui i nostri tutor si sono relazionati. C’era preoccupazione, ma in realtà va detto che non ci hanno mai abbandonato. Colgo l’occasione - ha aggiunto il giovane studente - per ringraziarli. È merito loro se siamo qui oggi”.
Dalla paura alla gioia: il rientro tra polemiche e silenzi della Farnesina
Dopo lo spavento, la gioia è visibile negli occhi della mamma di Mirko: “Mio figlio ci raccontava che anche loro sono scesi nei bunker, sentivano le urla della gente… È andato per cose belle e si è ritrovato in mezzo alla guerra. Lui ci ha dato tanto coraggio ma la preoccupazione era tanta”.
Per la mamma di Vittoria, invece, “l’organizzazione è stata pessima. Non potevano uscire dall’albergo nemmeno per comprare il cibo. Non sono morti di fame, certo, ma avrebbero dovuto almeno fornire un pasto. Una pessima gestione della Farnesina. A livello locale, invece, in primo luogo Sindaco, Vicesindaco e Prefetto (di Catanzaro ndr), oltre a tanti amici, sono stati tutti molti presenti”. La signora stigmatizza anche l’averli lasciati a Milano per poi provvedere in autonomia al rientro in Calabria e conclude: “Dalla Farnesina non mi hanno mai risposto in questi giorni difficili”.
Le parole del sindaco di Catanzaro Fiorita
“L’importante è che sia andato tutto bene e che stasera siano qua. Il timore era che le cose potessero andare diversamente e non fosse possibile per loro rientrare. Ora siamo contenti. Abbiamo seguito la cosa anche in maniera silenziosa per volere delle famiglie, ma siamo stati sempre in contatto anche con il viceconsole, che ringrazio perché ha dimostrato grande disponibilità e vicinanza. Il Prefetto che ha coordinato il tutto. Ora siamo qui a dirgli bentornati”. Ai giovani, infine, dice: “Ora tornerete alle vostre vite e alle vostre cose da adolescenti, com’è giusto che sia”.
Francesco Sacco


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