
Lamezia Terme – In un comunicato, Fiore Isabella (TDM Lamezia Terme) e Felice Lentidoro (Cittadinanzattiva Lamezia Terme) denunciano il malfunzionamento di alcuni ascensori all’ospedale Giovanni Paolo secondo di Lamezia Terme con l’immanente rischio per l’incolumità dei cittadini, in particolare anziani e i più fragili. “La denuncia del partito lametino di FdI non coglie di sorpresa gli utenti, è detto, soprattutto gli anziani e i fragili che, a fronte di otto ascensori che dal piano terra portano ai piani alti, ne funzionano solo tre, con l’aggravante che l’assenza di manutenzione sistematica rende insicuri anche quelli rimasti e che costituiscono un potenziale ed immanente rischio per l’incolumità dei cittadini".
"Cittadinanzattiva-TDM - proseguono - non ha mancato, in questi anni, di segnalare, senza trovare particolare ascolto in chi (Datore di Lavoro, R.S.P.P.), avrebbero dovuto e dovrebbero esercitare un controllo sistematico dei fattori di rischio presenti nella struttura. Un controllo non occasionale ed episodico, ma in linea col carattere prescrittivo della normativa (D.Lgs. 81/08) che definisce gli obblighi che le aziende hanno in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. La cosa non costituisce una novità inaspettata tant’è che è agli atti del Tribunale per i Diritti del Malato della nostra città la segnalazione di una nostra concittadina, poi trasmessa a chi di dovere, che in data 1 Febbraio 2022 nell’apprestarsi a scendere da quinto piano del nosocomio finì nel vuoto a causa del dislivello provocato dal cattivo funzionamento dell’ascensore. La conseguenza fu la frattura del Bacino i cui esiti continuano a pesare significativamente sulla vita quotidiana della nostra concittadina".
"Un’esperienza dolorosa, concludono, vissuta in una struttura ospedaliera abilitata ad accogliere i cittadini per curarli e guarirli e non per provocare loro traumi e sofferenze. Alla luce di quanto accaduto Cittadinanzattiva-TDM chiede ai responsabili della Sicurezza una verifica dettagliata ed immediata dei fattori di rischio presenti nella struttura ospedaliera sulla base della quale programmare la loro rimozione. Per finire, se i fattori di rischio insistono prevalentemente all’interno dei muri perimetrali del ‘Giovanni Paolo Secondo’, non bisogna trascurare la sistemazione del manto stradale del percorso che conduce al Pronto Soccorso, ormai ridotto ad uno ‘scolapasta’. In attesa degli indispensabili riscontri operativi Cittadinanzattiva_TDM assicura il suo costante impegno nel segnalare tutto ciò che costituisce fattore di rischio per gli operatori sanitari e per l’intera utenza”.
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