
Lamezia Terme - Sam Sposato, presidente del Calabria Club di Melbourne e già membro della Consulta dei Calabresi nel mondo, interviene in merito alla proposta di istituzione della Giornata Mondiale del Risu d’Azata, iniziativa che ha generato attenzione e dibattito.
“Conosco personalmente – scrive Sposato in una lettera aperta - l’ideatore e promotore dell’iniziativa, Gianfranco Caputo, e ne apprezzo da anni l’impegno serio e coerente nella promozione delle tradizioni calabresi, in particolare all’interno delle comunità calabresi all’estero, formate da uomini e donne che, con grandi sacrifici e spesso a malincuore, furono costretti a lasciare la propria terra decenni fa. Alla luce di alcuni commenti apparsi sui social, talvolta ironici o derisori - soprattutto rispetto all’utilizzo della definizione “internazionale” - ritengo doveroso offrire una prospettiva diversa, maturata vivendo quotidianamente il rapporto tra la Calabria e le sue comunità nel mondo. Desidero pertanto chiarire che questa giornata è stata già celebrata lo scorso anno anche a Melbourne e che verrà celebrata nuovamente quest’anno con rinnovato entusiasmo. Non solo: il Calabria Club di Melbourne intende sostenere e promuovere la Giornata del Risu d’Azata in tutta l’Australia, perché per noi la memoria e le tradizioni non sono folklore, ma identità viva e motivo di orgoglio. Talvolta, osservando da lontano, emerge la sensazione che a Lamezia Terme persista una visione eccessivamente localistica, che fatica a cogliere il valore simbolico e culturale che iniziative di questo tipo assumono fuori dai confini regionali. Per le comunità calabresi all’estero, tali momenti rappresentano occasioni fondamentali di aggregazione, di trasmissione della memoria e di rafforzamento del senso di appartenenza”.
Sam Sposato racconta come “i nostri nipoti, italo-australiani di terza generazione, mostrano un interesse autentico nel conoscere la storia dei loro nonni, i luoghi d’origine, i sapori, le usanze e i racconti che li legano alla Calabria. È anche attraverso iniziative come la Giornata del Risu d’Azata che si costruisce un ponte culturale tra passato e futuro, capace di mantenere viva l’identità calabrese nel tempo. Ogni volta che facciamo ritorno in Calabria, anche dopo molti anni, lo facciamo con il desiderio di ritrovare non solo i luoghi, ma il senso di appartenenza che ci ha accompagnati per tutta la vita. Le tradizioni, il cibo e la memoria condivisa rappresentano un patrimonio culturale che merita rispetto, attenzione e valorizzazione. Concludo rivolgendo un invito convinto e responsabile a guardare con fiducia a iniziative di questo tipo, che all’estero sono apprezzate, comprese e vissute con partecipazione, e che possono rappresentare uno strumento concreto di dialogo tra la Calabria e i suoi figli nel mondo. Ringraziandovi per l’attenzione e per il lavoro di informazione che quotidianamente svolgete, porgo i miei più cordiali saluti”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
