Lamezia, Sicilia (Pd): "Nel Partito cittadino il dissenso viene neutralizzato, non ascoltato"

pd-lamezia-Image-2026-01-23-at-21.56.14_f3165_fb378_9a968.jpg

Lamezia Terme - "Di fronte al dissenso che attraversa il PD di Lamezia Terme, il silenzio della Segreteria Regionale e Provinciale di Catanzaro non è più equidistante, né ha alibi. È un silenzio politico che finisce per accreditare i contenuti di quanto viene denunciato: la progressiva strozzatura della democrazia interna e l’epurazione sistematica di ogni voce dissonante. Dopo il caso Masi, il caso Lo Moro, il Segretariato Irto e il segretario provinciale Gallello hanno preferito fare come Ponzio Pilato. Zero. Nessuna smentita. Nessuna spiegazione. Nessun confronto" è quanto afferma in una nota Giovanni Sicilia già parte del direttivo del Partito Democratico di Lamezia Terme.

"Si tratta - precisa - di un silenzio destinato ad acquisire anche valenze più pesanti, in ragione di una evidente commistione di ruoli all’interno dell’organizzazione provinciale del partito. La circostanza che Lidia Vescio, che fa parte a livello comunale del gruppo consiliare del PD di Lamezia Terme, e dell’esecutivo cittadino, e altresì vice-segretaria del PD a livello provinciale, impone infatti una seria ed irrinunciabile questione politica: come può un segretariato provinciale assolvere il suo ruolo di garante, interlocutore e mediatore se è parte in causa insieme ad Irto delle dinamiche che dovrebbe esaminare? In tali circostanze, il silenzio non sembra una decisione saggia, ma uno scudo politico. E quando un partito si nasconde invece di spiegare, non è un'unione che viene difesa, ma un regime politico".

"Ancora più pericolosa - sottolinea - è l'indifferenza del segretario regionale Nicola Irto, che agisce come se nulla fosse accaduto. Questa non è una sorpresa, ma dimostra una prospettiva politica ormai pienamente consolidata: non creare problemi, coprire i propri misfatti e aspettare che le proteste si plachino. A Irto diciamo con chiarezza che non ci stancheremo di denunciare. Non ci stancheremo di chiedere spiegazioni. Non ci stancheremo di denunciare le irregolarità. Non ci stancheremo di chiedere il ripristino della vera democrazia all’interno del Partito Democratico calabrese. Un partito regionale e provinciale che non dice nulla di fronte a: la "cacciata" dalle commissioni di Gennarino Masi, segretario uscente del PD; l’emarginazione politica dell'on. Doris Lo Moro, candidata Sindaca del PD; l’ampia denunzia pubblica, dettagliata e motivata del presidente uscente del PD di Lamezia Terme Francesco Grandinetti, non è un partito distratto. È un partito che decide di non voler ascoltare".

"E questo non è una coincidenza. Esprime una concezione del partito come spazio chiuso, dove il dissenso non viene affrontato, ma neutralizzato, non viene confrontato, ma aggirato. Una concezione di partito dove la lealtà è più apprezzata della verità e l'obbedienza più della partecipazione. Il Partito Democratico non è nato per questo. Non per un partito retto dal silenzio, la paura, il siluramento delle questioni. Chi pensa che possa diventare realtà un modello autoritario sotto le spoglie di normalità organizzativa sappia che sconta un’opposizione, ferma, civile e pubblica. "Perché? Perché il dissenso è democrazia, non è un crimine".

© RIPRODUZIONE RISERVATA