Lamezia, Grandinetti al sindaco Murone: “La città viene prima di tutto, isolare i poteri che la indeboliscono”

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Lamezia Terme - "La città sta vivendo un passaggio delicato, uno di quei momenti in cui la politica dovrebbe saper alzare il livello e guardare oltre la convenienza immediata. È per questo che sento il dovere di intervenire pubblicamente, anche a costo di andare contro quella che potrebbe apparire la linea più semplice e scontata per chi, come me, appartiene all’area dell’opposizione, e che potrebbe provocare qualche irritazione anche all’interno della mia stessa area politica". Così, in una nota, Francesco Grandinetti dell'associazione LAMETIA e non solo che, sottolinea "Io non ho votato né sostenuto l’attuale sindaco, Mario Murone. Ho fatto una scelta diversa, coerente con il mio percorso politico e con le mie convinzioni. Credevo – e non lo rinnego – che in questa fase la città, e in particolare il Comune, con una burocrazia spesso malata e autoreferenziale, avesse bisogno di una guida diversa. Ma il responso democratico ha parlato e oggi a Murone è affidata la responsabilità di governare Lamezia Terme. Da questo momento in poi, il tema non può più essere la rivincita politica o la contrapposizione di maniera. Il tema è uno solo: Lamezia Terme e i miei concittadini. E per me Lamezia viene prima di tutto, sempre, nel rispetto dei diritti delle persone e dei principi sanciti dalla nostra Costituzione".

In questi giorni, evidenzia Grandinetti "hanno fatto discutere le parole del sindaco sui cosiddetti poteri forti che tenterebbero di condizionarne l’azione amministrativa, se non addirittura di spingerlo alle dimissioni attraverso pressioni, strumentalizzazioni e l’uso politico di materiali e registrazioni dal contenuto discutibile. Su questo punto è necessario essere chiari e non ipocriti.
Se davvero esistono poteri che agiscono nell’ombra, che utilizzano l’anonimato o la delegittimazione personale come strumento politico, allora siamo davanti a un problema serio per la città, ancora più grave delle stesse registrazioni. Un problema che, a mio avviso, non nasce dall’opposizione, ma si annida soprattutto all’interno della stessa area politica che formalmente sostiene il sindaco. È questa una delle grandi contraddizioni di Lamezia: spesso il pericolo maggiore non viene dal confronto democratico, ma dalle manovre interne, dai regolamenti di conti, dall’idea che la città sia un territorio da controllare e non una comunità da servire. Ed io ne so qualcosa... Chi agisce così non sta difendendo la legalità né la trasparenza. Sta indebolendo Lamezia, rendendola fragile, esposta, ricattabile. E questo non è accettabile, da qualunque parte provenga. Per questo, pur restando all’opposizione, sento di dire una cosa con chiarezza: se esistono davvero questi poteri, vanno isolati politicamente. Non inseguiti, non assecondati. Al sindaco dico: vai avanti, non lasciarti intimidire. È vero: per puro calcolo politico, alla mia area – e persino a me personalmente – potrebbe perfino convenire una crisi o una resa immediata. Ma non è questo il mio modo di ragionare. Io penso prima alla città e ai cittadini, alle persone reali, ai problemi quotidiani che incontro e che non riesco a ignorare: a chi insegue un appuntamento sanitario, a chi cerca lavoro e non lo trova, a chi vive con bambini o anziani in condizioni di disagio".

Per Grantinetti "questo non significa rinunciare all’opposizione. Al contrario. Significa fare opposizione seria, su fatti gravi, su scelte amministrative concrete, sul mancato rispetto delle uguaglianze, su responsabilità reali. Non partecipare a fiere sterili, a campagne distruttive, a giochi che rischiano solo di far implodere Lamezia. Nel frattempo, mentre noi ci dividiamo, altre città della Calabria crescono, intercettano risorse, sviluppo e centralità. Lamezia rischia di restare indietro, schiacciata da conflitti interni che non producono futuro. Non c’è più tempo da perdere. È anche per questo che, con la mia associazione LAMETIA, ho scelto di partire da un’idea chiara e da un nome che è già un programma. LAMETIA è l’acronimo di Libertà, Legalità, Ambiente, Memoria, Emancipazione, Territorio, Inclusione, Antifascismo e anti-autocrazia. Valori che non dovrebbero appartenere a una sola parte politica, ma che dovrebbero rappresentare il terreno comune su cui costruire una vita migliore. Lamezia ha bisogno di unità, non di fiere sterili. Ha bisogno di una politica che sappia dire la verità, anche quando è scomoda, anche quando non è allineata con la propria parte politica. Ha bisogno di liberarsi dei poteri che la tengono ferma, non di esserne ostaggio. Per questo, pur non avendolo votato, oggi dico al sindaco: vai avanti".

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