
Reggio Calabria - E' scontro in Consiglio regionale, tra maggioranza e opposizione, sui fondi stanziati dal governo per i danni causati dal ciclone Harry.
"La dichiarazione dello stato di emergenza è un atto necessario per poter intervenire con tutte le deroghe tipiche del codice della Protezione civile. C'è uno stanziamento di 100 milioni di euro, che sarà ripartito tra le tre Regioni più colpite, per le somme urgenze. L'idea è quella di fare la ricognizione di tutti i danni e di provvedere con le risorse di un decreto legge". Così il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, informando il Consiglio regionale sugli esiti degli incontri, a Roma, in merito al maltempo. Occhiuto ha riconosciuto la difficoltà, al momento, di dare una quantificazione precisa dei danni spiegando che se ne sta occupando la Protezione civile. "Ho chiesto che si pervenga subito al ristoro dei danni ai privati - ha affermato - e che si faccia un piano straordinario di mitigazione del rischio delle coste. In molte parti la linea d'onda si è pericolosamente avvicinata alla costa. C'è l'impegno da parte del governo a rendere disponibili tutte le risorse che saranno necessarie. Come presidenti delle tre Regioni coinvolte abbiamo parlato all'unisono, rappresentando le stesse cose e la necessità di intervenire celermente". Occhiuto, tra le varie considerazioni fatte sugli eventi dei giorni scorsi, ha espresso riconoscenza al sistema di Protezione civile regionale: "Se non avesse lavorato bene e avesse fatto filiera con alcuni sindaci noi, probabilmente, avremmo parlato di vittime". Infine ha informato della necessità di chiedere all'Europa una deroga rispetto alle concessioni demaniali, per i lidi che saranno oggetto di gare e che sono stati gravemente danneggiati dal maltempo.
Dopo l'informativa del presidente Roberto Occhiuto, dalla minoranza con Ernesto Alecci (Pd), Vincenzo Bruno (Tridico Presidente), Giuseppe Falcomatà (Pd), Filomena Greco (Casa Riformista - Italia Viva) ed Elisa Scutellà (M5s), è stata data una lettura negativa, insufficiente sulla risposta che il governo centrale ha dato alle Regioni colpite dal maltempo. Bruno ha ricordato a Occhiuto "l'assenza dalle sue linee programmatiche della parola prevenzione", mentre Falcomatà ha definito le decisioni prese a Palazzo Chigi "la montagna che ha partorito il topolino" evidenziando che "i 33 milioni destinati alla Calabria rappresentano solo un centesimo delle risorse destinate alle Olimpiadi di Milano-Cortina, peraltro sottratte al fondo per le vittime di mafia". Dalla maggioranza il vicepresidente Filippo Mancuso, Marco Polimeni (FI) e Daniela Iiriti (FdI), hanno confutato alcune dichiarazioni venute dai banchi del centrosinistra. Mancuso ha sottolineato la richiesta di Occhiuto al governo "affinché si faccia carico della difesa del suolo, dell'erosione costiera", ricordando che "la Calabria per quanto riguarda la difesa del suolo è stata presa come esempio, perché ha speso più di tutte le altre Regioni".
Polimeni, nel ricordare i danni enormi subiti da privati e enti pubblici, ha sottolineato "la capacità e la qualità dimostrata dal governo della Calabria che con la sua opera ha fatto si che non si registrasse nessun ferito e nessuna vittima". Infine Iiriti ha definito "assurdo" ascoltare interventi che hanno strumentalizzato una tragedia di questa portata, come il ciclone Harry, che ha letteralmente devastato la costa ionica. "E la presenza tutta del governo - ha affermato - ci rassicura, ci dà garanzie nel segno di una potenza e di una imponenza massiccia della politica, che non è solo istituzionale, ma è anche operativa. Un segno tangibile e concreto per i territori". Iiriti ha concluso il suo intervento ribadendo quanto sia stato chiaro il presidente Occhiuto, così come il governo, nel sottolineare che "i 33 milioni stanziati rappresentano solo la prima tranche di finanziamenti che serviranno per la ricostruzione, a coprire le somme urgenze e la messa in sicurezza delle aree maggiormente colpite".
Approvata la riforma dello Statuto regionale, ci potranno essere due assessori in più
Il Consiglio regionale ha approvato, in seconda lettura, la riforma dello Statuto regionale che rende possibile aumentare fino a due unità il numero di assessori stabilito dalla legge. La riforma allinea la Calabria con quanto previsto dal decreto legge n. 138/2011, che prevede questa possibilità alle Regioni con popolazione fino a due milioni di abitanti. Altra novità della modifica statutaria è la reintroduzione della figura dei sottosegretari. All'articolo due viene prevista la possibilità, per il presidente della Giunta regionale, di nominare fino a due sottosegretari che possano coadiuvarlo nello svolgimento dei compiti inerenti al mandato, con la finalità di assicurare un più efficiente coordinamento dell'azione di governo. Approvato a maggioranza, inoltre, il bilancio di previsione 2026 - 2028 dell'Arsac, l'Azienda regionale per lo sviluppo dell'agricoltura calabrese.
ok alla legge sullo sviluppo e la diffusione dell'IA
Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge dei consiglieri Pierluigi Caputo (Occhiuto Presidente), Filippo Pietropaolo (FdI) e Giuseppe Mattiani (Lega) che detta "Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale". Il testo, attraverso un emendamento proposto dal consigliere Domenico Giannetta (FI), prevede la sperimentazione dell'Ia in campo sanitario per la riduzione delle liste di attesa. "L'intelligenza artificiale fa già parte della vita di ciascuno, basta che venga gestita da mani sapienti - ha detto - e in sanità potrebbe portare al miglioramento delle liste di attesa, oltre che consentire di monitorare da remoto i pazienti critici".
Esaminando il testo dalla minoranza è stato proposto un ritorno in Commissione per alcuni approfondimenti. Ferdinando Laghi (Tridico Presidente) ha sottolineato il mancato collegamento del testo con la più recente legge nazionale. Mentre Giuseppe Falcomatà (Pd) si è augurato che l'utilizzo dell'intelligenza artificiale non sia, piuttosto, finalizzata ad agevolare qualcuno dal punto di vista curriculare. Tra gli intervenuti della maggioranza, Filippo Pietropaolo (FdI) ha affermato che la proposta "affronta un tema e un ambito particolare. Si è puntato sulla Pubblica amministrazione, sulla sua innovazione e digitalizzazione. La proposta non rappresenta un freno per chicchessia, - ha concluso - ma è tesa alla protezione dell'essere umano, nel rispetto dei principi etici su cui si fonda l'Europa".
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