
Lamezia Terme - "Ripartiamo dalla persona: dignità, inclusione, lavoro". Questo il progetto che la Caritas diocesana, nel corso del 2025, proseguendo un’attività già avviata nel 2024, ha realizzato nel Lametino grazie anche al fondo Cei 8xMille. La finalità del progetto è stata quella di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro di persone inoccupate o disoccupate, provenienti da contesti di marginalità. Un settore, quello del lavoro che rappresenta una delle criticità del territorio caratterizzato da un elevato tasso di disoccupazione, che colpisce in particolare giovani e donne.
Infatti, dai dati raccolti dalla Caritas, che ha approfondito quelli del Sistema informativo lavoro (Sil) della Regione Calabria, nel 2023, su un campione di 79.402 individui tra i 18 e i 70 anni nei comuni della Diocesi di Lamezia Terme, risultavano: 10.722 inoccupati (3.822 uomini, 6.900 donne); 15.047 disoccupati (7.234 uomini, 7.813 donne). Numeri che confermano le difficoltà che emergono quotidianamente nel Centro di ascolto diocesano e nel Centro interculturale insieme. Secondo i dati raccolti tramite il database OspoWeb, infatti, nel periodo compreso tra il primo gennaio ed il 31 dicembre 2024, su un totale di 2.777 bisogni espressi, ben 482 (17,35%) erano legati a problemi occupazionali: disoccupazione, lavoro nero, sfruttamento e salari inferiori ai minimi contrattuali.
“Le difficoltà legate all'occupazione – dichiara don Fabio Stanizzo, direttore della Caritas diocesana e referente del progetto - incidono direttamente sulle condizioni economiche delle persone, rendendo complesso pagare bollette, affitto e, in alcuni casi, persino accedere a cure mediche e farmaci. Le principali criticità che ostacolano l'ingresso nel mercato del lavoro locale includono: mancanza di qualifiche professionali e competenze linguistiche o tecniche spendibili; scarsa conoscenza delle opportunità lavorative disponibili sul territorio, specie tra chi proviene da contesti di estrema marginalità; gravi carenze infrastrutturali, in particolare un sistema di trasporti inadeguato, che costringe molti lavoratori a spostarsi autonomamente. La mancanza di una patente di guida rappresenta spesso un ulteriore elemento di esclusione dal mercato del lavoro. Ecco perché, proprio per rispondere a queste esigenze, che lo scorso anno abbiamo deciso di rafforzare i servizi di ascolto e orientamento, attivando un nuovo punto di ascolto presso la mensa diocesana, frequentata ogni giorno da circa 80 persone in condizioni di estrema precarietà”.
In particolare, nel 2025 sono state ascoltate dagli sportelli diocesani e interparrocchiali 742 persone (261 donne e 481 uomini), prevalentemente in età occupazionale dai 25 ai 34 anni - 33,6%, dai 35 ai 44 anni - 24,8% e dai 45 ai 54 anni - 15%. L’11,6 % riguarda anche la classe dai 19 ai 24 anni. Coloro che, invece, hanno richiesto supporto per inserimento e reinserimento lavorativo o per potenziamento di competenze e acquisizione di nuove, segnalate e ascoltate dagli sportelli di ascolto e lavoro dedicati al Progetto sono stati 204, quasi tutti in disoccupazione, sotto occupazione e irregolarità (lavoro nero); complessivamente, sono stati individualizzati realizzati 89 progetti ed erogati a persone in difficoltà, segnalate e inserite nelle attività di progetto, 35 sussidi.
L’impegno della Caritas, poi, ha anche riguardato l’elaborazione di 103 curriculum vitae, mentre 173 persone sono state ascoltate e orientate dagli sportelli di ascolto allo sportello lavoro per consulenza e/o supporto compilazione del curriculum vitae. Tra l’altro, 53 persone sono state informate sulle politiche attive del lavoro e sulle opportunità lavorative e formative ufficiali; 18 persone orientate e accompagnate presso l’Ufficio Postale per attivazione Spid e informazioni apertura conto correnti; 112 beneficiari orientati e/o accompagnati al Centro per l’impiego, patronato, Inps, Agenzia delle entrate per Sfl (supporto per la formazione e il lavoro) e per facilitare l’accesso ai servizi; 20 beneficiari sono stati messi in contatto con potenziali datori di lavoro e colloqui organizzati con la mediazione della Caritas Diocesana; 26 persone seguite per richiesta pensione (invalidità e per età). Altro settore ha riguardato la salute: sono state 37, infatti, le persone orientate e/o accompagnate all’Ambulatorio Solidale “Prima gli Ultimi” con cui la Caritas Diocesana collabora e ai servizi Asp per visite mediche e richieste codici Stp (straniero temporaneamente presente) a favore dei beneficiari presi in carico dal progetto.
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