
Catanzaro – Interventi strutturali e rapidi per arginare il fenomeno dell’erosione costiera in Calabria, non solo in riferimento all’ultima emergenza provocata dal ciclone Harry. Con questa finalità si è insediato il tavolo tecnico alla Regione, alla presenza del vicepresidente Filippo Mancuso e delle altre istituzioni territoriali a partire dalla Protezione civile e poi da Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale, Capitaneria di porto, provveditorato alle opere marittime e soprintendenze territoriali, dagli enti titolari dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, dalla direzione regionale dei musei nazionali, da Arpacal, da Anas e da Rfi. “Abbiamo voluto costituire questo tavolo tecnico - ha spiegato Mancuso - non soltanto per l'emergenza perché di quella se ne occupa la Protezione civile che già sta applicando le ordinanze, ma per mettere insieme tutti gli enti che si occupano di queste problematiche e accorciare i tempi e fare un lavoro sinergico per cercare di attenuare quelle lungaggini della burocrazia che troppo spesso hanno impedito di fare i lavori nei tempi normali. C'è un settore preposto, il Presidente Occhiuto è stato lungimirante, ha creato con la riorganizzazione un dipartimento che si occupa di difesa del suolo, dell'erosione costiera; quindi, cerchiamo di organizzarci per poter dare risposte al territorio nel più breve tempo possibile”.
“Siamo nella fase di censimento, c'è la piattaforma dove tutte le amministrazioni stanno registrando per la rilevazione dei danni poi ci sarà una fase di controllo anche da parte nostra per assicurarci che tutto ciò che è stato censito corrisponda al vero, anche i privati si stanno censendo, speriamo di dare risposte il prima possibile soprattutto ai privati, ai balneari che si apprestano alla nuova stagione quindi ci sarà un primo contributo poi vedremo come poter dare risposte però c'è tutta un'organizzazione che si sta muovendo e cerchiamo di fare in fretta e cerchiamo di dare risposte al territorio”.
“E’ una riunione propedeutica a tutto ciò che deve essere fatto a sistema – ha aggiunto - per l'erosione costiera quindi ci sono le ferrovie che hanno il problema di difendere per esempio sul terreno la linea ferroviaria, c'è l'Anas che deve difendere la 106 soprattutto la statale 18 dove noi come regione abbiamo fatto interventi di circa 4 milioni di euro, cerchiamo di coordinarci per non duplicare i lavori e per cercare di trovare la giusta sinergia per fare ciò che il territorio ci richiede. Purtroppo, nella difesa del suolo ci sono le leggi statali soprattutto ambientali dalla quale non si può derogare tanto facilmente. Penso l'abbia detto chiaramente anche il Presidente Occhiuto: quindi 18 organismi che devono rilasciare autorizzazione per degli interventi penso siano troppi”.
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