Associazione "Costa dei Feaci" su Giornata del Risu d’azata: “Iniziativa che rischia di ridicolizzare marketing territoriale lametino”

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Lamezia Terme – L’Associazione Costa dei Feaci esprime “netta contrarietà e ferma opposizione all’iniziativa promossa dalla Proloco di Lamezia Terme e dal suo presidente Caputo volta a istituire la "Giornata Mondiale del Risu d’azata". Un’operazione – ritengono - che appare priva di fondamenta storiche, agronomiche e strategiche”.

L’associazione solleva seri dubbi sulla genesi di tale proposta e, affermano: “Non risulta, infatti, che gli ingredienti del "Risu d’azata" affondino le proprie radici nella storia dell'agricoltura del Lametino. Sebbene la valorizzazione di un piatto sia sempre legittima, l’istituzione di una "Giornata Mondiale" richiede un legame viscerale con le produzioni e la cultura del luogo, che in questo caso manca totalmente. "Nemmeno piatti iconici e globalmente riconosciuti come la cotoletta alla milanese o la lasagna alla bolognese godono di una 'giornata mondiale' istituita dai rispettivi comuni. Elevare il 'Risu d’azata' a tale rango appare come un’iniziativa sproporzionata e fuori contesto." Il piatto in questione, legato alla tradizione del consumo calorico prima dell'astinenza quaresimale, appartiene semmai al patrimonio della Chiesa Cattolica e non specificamente all'identità territoriale di Lamezia Terme. Il lavoro da fare è tanto e richiede serietà. L’Associazione Costa dei Feaci esorta la Commissione preposta a non dare seguito a un’iniziativa che rischia di ridicolizzare il marketing territoriale lametino, invitando invece la Proloco a farsi promotrice di progetti che valorizzino l’agroalimentare autentico e le bellezze paesaggistiche del nostro comprensorio.

Il tempo dell'improvvisazione e delle iniziative estemporanee è scaduto. L’Associazione Costa dei Feaci ribadisce che la promozione di un territorio non può basarsi su "scatole vuote" o sulla suggestione di un tramonto — asset universale e non esclusivo — ma deve fondarsi su un Piano di Marketing Territoriale scientifico e identitario. Lamezia Terme possiede i numeri, la storia millenaria e le eccellenze agronomiche per competere nei circuiti turistici internazionali. Tuttavia, affinché questo avvenga, è necessaria una cabina di regia che sappia trasformare il patrimonio latente in un prodotto turistico spendibile. Non possiamo più permettere che la nostra città sia percepita solo come un "casello autostradale" o un mero snodo logistico”.

Infine invitano l’Amministrazione Comunale e gli enti di promozione a: “Abbandonare la logica degli eventi spot (come l'infondata "Giornata Mondiale del Risu d’azata"); Convocare immediatamente tavoli tecnici con le associazioni e gli esperti di settore; Costruire la "Lamezia 2026", definendo una calendarizzazione strategica che renda il nostro territorio una meta di viaggio consapevole e redditizia. ‘Il nostro patrimonio storico e paesaggistico appartiene solo a noi: è ora di smettere di fotografarlo e iniziare a valorizzarlo secondo logiche di mercato moderne e sostenibili’”, concludono.

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