
Lamezia Terme - In un’epoca in cui l’obesità diventa patologia contemplata nei Lea e la Calabria terza regione in Italia per numero di casi riconosciuti, diventa sempre più importante la prevenzione e dunque l’approccio corretto alla nutrizione fin dall’età pediatrica. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Francesca Graziano, pediatra gastroenterologa con expertise in nutrizione, operante al “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, che ci offre un excursus sulle problematiche nutrizionali dell’età evolutiva, ma anche sulle nuove “correnti alimentari” provenienti dall’America.
Quanto è importante oggi seguire un’alimentazione non solo sana ma personalizzata? Che consigli di approccio darebbe?
“Seguire un'alimentazione personalizzata è fondamentale per mantenere la salute e prevenire le malattie. Gli effetti di un’alimentazione personalizzata basata sulle caratteristiche antropometriche e metaboliche di ciascun individuo devono essere questi: aiutare a prevenire malattie come l'obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro, che rappresentano le malattie croniche non trasmissibili, principali cause di morte nel mondo; la gestione delle patologie croniche, come l'ipertensione, l'asma e le malattie autoimmuni. Inoltre, è fondamentale per lo sviluppo e la crescita dei bambini e degli adolescenti in quanto può migliorare la qualità della vita e il benessere generale. Prima di tutto si identificano in età pediatrica i parametri auxologici principali legati alla crescita e attraverso i mezzi adeguati a disposizione della fascia pediatrica ossia i percentili di crescita si identificano i valori di riferimento per il peso, altezza, la pressione arteriosa, il colesterolo e il glucosio e la funzionalità epatica per un inquadramento metabolico completo. Fondamentale è il "Mangiare variegato" che include una varietà di alimenti nella dieta, come frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani. Un altro tassello essenziale è il "Bere a sufficienza", considerando che le nostre cellule sono costituite al 70% da acqua. Importante è "Limitare gli alimenti processati". Una sana alimentazione non può inoltre prescindere dall’"essere attivo", infatti l'attività fisica regolare è fondamentale per la salute e il benessere come indicato dalle linee guida dell’organizzazione mondiale della sanità. L’ultimo consiglio è "Sii paziente": cambiare le abitudini alimentari richiede tempo e pazienza. Quest’ultimo punto sembra banale ma è essenziale, anche perché in età pediatrica non si perdono i chili rapidamente in pochi mesi, ma lentamente. Insomma, essere nutrizionisti di un bambino è cosa ben diversa che approcciarsi all’età adulta. Infatti è essenziale al fine di un buon risultato la presa in carico di tutta la famiglia, poiché sono i genitori a dover comprendere innanzitutto l’importanza di un corretto stile di vita a partire proprio dall’alimentazione”.
Oggi si parla tanto del nuovo modello americano della “piramide rovesciata”, dove alla base della cosiddetta piramide alimentare trovano spazio maggiore le proteine e i grassi sono tollerati. Che cosa ne pensa? Ѐ comunque ancora valido lo schema ideale della dieta Mediterranea?
“Questo modello pone l'accento su un aumento del consumo di proteine e grassi, riducendo invece l'importanza dei carboidrati. Sicuramente esistono dei punti di forza, come la riduzione degli alimenti ultra-processati: un messaggio in linea con le raccomandazioni della dieta mediterranea. Poi l’aumento delle proteine: l'inclusione di proteine in ogni pasto può aiutare a controllare la sazietà e a mantenere un peso corporeo sano. Ma altrettanti sono "i punti di debolezza", come l’eccesso di proteine animali: la piramide rovesciata non distingue tra fonti di proteine animali e vegetali, il che potrebbe portare a un consumo eccessivo di carne rossa e latticini. Inoltre, la mancanza di attenzione alla sostenibilità: le linee guida americane non considerano l'impatto ambientale delle scelte alimentari, a differenza della dieta mediterranea. Dunque, la dieta mediterranea è ancora valida? Assolutamente sì! La dieta mediterranea è considerata uno dei modelli alimentari più salutari al mondo, testimoniato anche dalla letteratura scientifica a nostra disposizione. La chiave è trovare un equilibrio tra le esigenze individuali e le raccomandazioni generali, senza dimenticare l'importanza di una vita attiva e di scelte sostenibili”.
Nel periodo storico in cui viviamo, segnato dagli standard estetici e dalla superficialità di relazioni che lasciano un senso di vuoto soprattutto fra i giovani, è molto sentito il problema dei disturbi alimentari. Qual è l’approccio corretto per prevenirli?
“I disturbi alimentari sono un problema serio e complesso che richiede un approccio olistico e compassionevole. Ecco alcuni consigli per prevenire e affrontare i disturbi alimentari: promuovere un'immagine corporea positiva: incoraggiare i giovani a valorizzare la loro unicità e bellezza, indipendentemente dal loro aspetto fisico; focalizzare sulla salute, non sull'apparenza: enfatizzare l'importanza di una vita sana e attiva, piuttosto che l'aspetto fisico; insegnare a mangiare in modo consapevole: incoraggia i giovani a prestare attenzione ai segnali di fame e sazietà, e a mangiare in modo consapevole e piacevole. Infatti è fondamentale creare un ambiente alimentare sano con pasti salutari e variati, e incoraggiare alla condivisione dei pasti in famiglia. Bisogna poi cercare di ascoltare e supportare: ascoltare i figli e offrire un supporto e comprensione, senza giudicare o criticare; non focalizzarsi sul peso o sull'apparenza: evita di commentare il peso o l'apparenza dei tuoi figli, e non incoraggiare diete o restrizioni alimentari; insegnare a gestire le emozioni, anche le emozioni negative, e sviluppare strategie di coping salutari. Ovviamente è essenziale, se sospetti che tuo figlio abbia un disturbo alimentare, cercare un aiuto professionale da un terapeuta o un nutrizionista specializzato, senza perdere tempo nel ‘fai da te’”.
Un problema sempre più diffuso, anche nella nostra regione, è quello dell’obesità. Quali sono i consigli nutrizionali giusti per prevenirla e curarla, fin dall’età pediatrica?
“L'obesità è un problema serio e complesso che richiede un approccio olistico e personalizzato anche esso. I dati epidemiologici in età pediatrica derivati dallo studio del Ministero della Salute "occhio alla salute" ci dicono che il sovrappeso e l’obesità sono una vera epidemia in Italia con una percentuale totale del 39% e sovrappeso e obesità rispettivamente del 19,8% e del 9% con prevalenza maggiore al Sud; la Calabria è sempre in vetta, dopo solo Campania e Basilicata. Ecco i consigli nutrizionali per prevenire l’obesità e curarla, fin dall'età pediatrica. Partiamo dal latte materno: l'allattamento al seno è il miglior modo per prevenire l'obesità infantile perché in esso sono contenuti bifidobatteri e acidi grassi essenziali, che stimolano le difese immunitarie del neonato. Poi l’alimentazione deve essere semplicemente "equilibrata": offrire una varietà di alimenti salutari, come frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani, con "porzioni adeguate": evitare porzioni troppo grandi e insegnare ai bambini a mangiare solo fino a quando non sono sazi. Bisogna poi incoraggiare l'attività fisica regolare, come il gioco all'aperto, lo sport o le attività ricreative o altro, cercando di assecondare il gradimento verso un determinato sport da parte del bambino. Per ultimo, ma non per importanza: limitare e quindi ridurre il consumo di alimenti processati, ricchi di zucchero, sale e grassi saturi. Talvolta l’esperienza in ambito ambulatoriale ci insegna che spesso è necessario anche un supporto psicologico: infatti offrire un supporto psicologico per aiutare a gestire le emozioni e per sviluppare strategie di coping salutari nel processo di cura, per creare un ambiente salutare e di supporto”.
Giulia De Sensi
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