Lamezia Terme - “Nel progetto, nel dinamismo creativo di Dio, terra e acqua messe insieme formano l’uomo e diventano il segno evidente del passaggio di Dio dentro la vostra vita”. Così il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, nel corso dell’omelia pronunciata in occasione della celebrazione della santa Messa in occasione dell’arrivo delle reliquie di Santa Bernadette nella chiesa del Rosario a Lamezia Terme.
“Nella nostra fragilità – ha aggiunto monsignor Parisi -, nella terra, l'acqua è segno della presenza vitale del Signore: quella terra ha vita perché è bagnata dall'acqua di Dio. Anche Santa Bernadette si è abbeverata a questo pozzo immenso della misericordia e della tenerezza di Dio, manifestata nella purezza di Maria. E anche lei è diventata messaggera di questa parola che è parola di speranza. Pensate a tutti gli ammalati che sono qui, ma anche a tutti gli ammalati che vanno continuamente a Lourdes. Molti tornano a casa con la stessa malattia ma con una consapevolezza diversa: che il Signore dentro quella terra della nostra fragilità, della malattia, del limite, fa sgorgare quell’acqua pura che alimenta la nostra esistenza nei giorni che il Signore ancora ci regala. Perché la logica - ci è stato detto dal brano di oggi della Lettera ai Romani - è che la speranza non delude perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che c'è stato donato. La nostra vita, allora, è colma, riempita dallo Spirito del Signore che nutre la speranza e che ci fa andare avanti, magari traballanti, magari spinti da altri, perché facciamo l'esperienza di essere costantemente amati dal Signore che nel deserto non ci fa mancare l'acqua della vita”.
“Il Dio di Gesù Cristo – ha detto il Vescovo prendendo spunto dalle letture del giorno - non è il Dio che punisce, ma è il Dio che perdona; non è il Dio che castiga, ma è il Dio che è aperto sempre a donare la vita. Questo è il nostro Signore. Ed ecco perché nel deserto della vita, anche quando gridiamo, a volte, contro di lui, il Signore ci dà l’acqua che vuol dire che non ci abbandona. Dalla roccia, percuotendo con il bastone, Mosè fa uscire l’acqua che dà la vita”.
Ma anche l’acqua stessa è la vita come ha sperimentato la Samaritana che, giunta al pozzo per prendere l’acqua, incontra Gesù che le dice che Lui può darle “l'acqua che zampilla per la vita eterna. Questa donna – ha fatto notare monsignor Parisi - , in mezzo a tante relazioni, stava vivendo la propria solitudine, un po’ come avviene oggi con i social, che ci danno l'illusione di tessere rapporti e relazioni con il mondo intero, ma in realtà siamo lì a subire le nostre solitudini. Il Signore nella Samaritana ha colto la solitudine e fa la stessa cosa che Dio Padre aveva fatto con gli israeliti, nel deserto: non li ha condannati, ma ha compreso la loro difficoltà”. Anche la Samaritana “non si è sentita giudicata, non si è sentita con il dito puntato, ma si è sentita capita, accolta, perdonata” ed è andata a raccontare dell’incontro con il Messia.
Per il Vescovo, quindi, “questa esperienza del perdono è l'immersione nella fonte dell'acqua della vita” e, nel contempo, “questo è anche il senso della nostra vita: portare l'annuncio di Gesù e una volta che c'è stato un incontro con il Signore, sparire” come avviene per la Samaritana della quale non si parlerà più. Ciò, però, non toglie che il suo sia stato “un grande compito: cercava acqua ed è diventata per altri un grande pozzo dal quale bere l'acqua viva”.
Al termine della Santa Messa, animata dall’Unitalsi, don Giuseppe Gigliotti, vice parroco della chiesa del Rosario e assistente diocesano della stessa Unitalsi, nel sottolineare che le reliquie “non sono talismani, ma è la presenza invisibile di una fanciulla che, con la sua semplicità disarmante ha scritto una bella pagina”, ha voluto ringraziare monsignor Parisi per il lavoro che sta svolgendo nella Diocesi ma anche per la sua disponibilità e presenza nei confronti dell’Unitalsi alla quale non sta facendo mancare il suo apporto anche per quello che concerne la sensibilizzazione e la vicinanza alle persone con disabilità ed alle loro famiglie.
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