
Lamezia Terme - "Venerdì 27 marzo 2026 il giorno della commemorazione della nascita di san Francesco di Paola è stato presentato il volume “Padre Giovanni Vercillo. Sorriso di Dio. Giovani, Carità, Mistero” di Filippo D'Andrea nella parrocchia del Santo Calabrese a Sambiase Lamezia Terme. Il convegno presieduto dal Padre Superiore del Convento Vincenzo Arzente che ha svolto una densa introduzione tracciando la biografia del frate che, da seminarista al Santuario di Paola alla fine del 1990, ha accudito negli ultimi tre mesi della sua esistenza".
"Egli ha raccontato diversi episodi significativi offrendo una lettura edificante di come padre Vercillo ha vissuto la sofferenza di una malattia che lo ha portato alla morte, trasformandola in altare di testimonianza cristiana secondo lo spirito del suo Santo Fondatore. Il Priore ha informato che è stata avviata la causa per indagare sulle virtà eroiche di questo Frate che ha formato generazioni di giovani durante la sua permanenza nella comunità sambiasina dal 1974 al 1986, presenti numerosi e con viva commozione. Il libro di Filippo D'Andrea, in cui sono presenti ben 17 testimonianze di giovani vercilliani, porta la prefazione, eccellente e profonda, di Sergio Tanzarella, della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale e Presidente dell'Istituto di Storia del Cristianesimo, rappresenta uno strumento importante per la causa di beatificazione".
"Il Frate, Sorriso di Dio, - ha affermato padre Arzente – ha consegnato un'eredità spirituale di altissimo valore segnato da una forte attualità e urgenza: coniugare fede e vita: “la gente capisce una sola predica: quella dell'esempio” scrisse sul suo diario il 18 febbraio 1969 ad appena 15 anni il Frate di Arcavacata. E sarà rinnovata su marmo un'espressione che rivela la finezza pastorale di Vercillo davanti al convento dove ha vissuto per ben dodici anni: “Venite in parrocchia per chiedere, è giusto così, ma rimanete in parrocchia per dare”. Ed è pertinente affiancare quest'altra espressione sua: “una comunità che emargina smentisce Cristo”.
Ha preso poi la parola Nella Fragale, della Graficheditore, che ha tracciato un breve profilo dell'Autore del libro rilevando il suo impegno con tante sue pubblicazioni su belle figure della storia locale sia di natura religiosa che civile, oltre a padre Vercillo, anche Padre Luigi Allevato, Gianni Renda, don Maiolo, Franco Costabile, Basilio Sposato. Ma pure sui vescovi lametini S.E. Mons. Vincenzo Rimedio, che ha guidato con saggezza ed equilibrio la diocesi dal 1982 al 2024 e S.E. Mons. Giuseppe Schillaci, presente per soli tre anni, ma con grande carisma e carichi di alto valore spirituale e pastorale. Ed ha voluto ricordare l'Editrice la collocazione di diversi segni materiali disseminati nella città e nel territorio, come la statua del poeta Franco Costabile, le tante targhe marmoree come quella del giovane indimenticabile Gianni Renda a Sambiase, del poeta Dario Galli a Nicastro, del vicario generale e fondatore della Casa di Carità “San Tarcisio” mons. Francesco Maiolo a Cortale, la poesia famosissima “Eranu i matinàti” del poeta dialettale Salvatore Borelli in piazza Fiorentino, ecc. Da tutto ciò si evince un grande amore verso la propria gente.
Prendendo la parola, Filippo D'Andrea ha ulteriormente disegnato la figura di questo “Folle di Dio”, “Trafficante di sogni” come i suoi giovani lo hanno definito negli scritti nel libro. Egli – ha detto – era un poeta, e si attende la pubblicazione delle sue liriche dense di spiritualità e contemplazione evangelica per poter gustare la profondità della sua vita interiore e comprendere più a fondo i moti del suo animo assetato di Cielo e avvinghiato da una santa inquietudine sulla scia di san Francesco di Paola e sant'Agostino. L'Autore, infine, ha indicato anche i tempi maturi e la conoscenza adeguata raggiunta con due pubblicazioni anche esse arricchite da molte testimonianze personali, imminente una terza, sul giovane, tanto amato e tuttora ricordato con grande emozione dalla gente, avvocato Gianni Renda, morto nel 1983 e sempre vivissimo nella memoria comunitaria. Ci si è salutati cogli occhi lucenti della luce del Sorriso del Rivoluzionario del Vangelo Padre Giovanni Vercillo, il “monaco” impetuoso, trasparente, radicale, che affermò: “I Frati Minimi devono andare dove non vanno gli altri”. Giovanni Paolo II all'Angelus del 18 ottobre 1990 invitò il mondo a pregare il “caro Padre Giovanni”. Poco più di un mese dopo, il 23 novembre, il Frate poeta e sognatore, testimone autentico del Vangelo attraverso la spiritualità dell'Asceta Sociale Francesco di Paola, venne accolto nel Regno dei Cieli.
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