Lamezia, minacce di morte a Giancarlo Nicotera durante servizio di Striscia su ex opificio di Sant'Eufemia: autore rinviato a giudizio

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Lamezia Terme - "Minacce chiare ed assai gravi dinanzi alle telecamere di una rete nazionale: "Digli a Giancarlo Nicotera che vado nell'ufficio, di non farmi innervosire, mi sta rompendo. Vado nell'ufficio di Giancarlo Nicotera, non ci vuole niente che mi armo, vado là e l'ammazzo". Queste le testuali frasi e l'avvertimento che Berlingieri Antonio fece durante le riprese sull'ex Opificio lametino da parte dell'emittente Mediaset. Il tutto nasce dalle continue battaglie condotte dal professionista e politico lametino affinché un'area di proprietà regionale, di oltre 30.000 mq, sita in C.da Bellafemmina di Sant'Eufemia di Lamezia Terme, divenuta teatro di continui reati e appetiti criminali ed occupata abusivamente, potesse tornare ad essere dei calabresi" è quanto si legge in una nota in riferimento alla vicenda che vede protagonista proprio Giancarlo Nicotera all'epoca dei fatti presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme,.

"L'ex Opificio - si precisa - è un’opera pubblica, costata 9 miliardi di vecchie lire di fondi europei e nazionali, che doveva divenire la più importante raffineria di olio d’oliva della Calabria a sostegno dello sviluppo agricolo e rurale, con macchinari assai innovativi, con diversi edifici e con un binario che portava direttamente alla stazione centrale. Denunce, quelle di Nicotera, dettagliate e protratte negli anni che sottolineano una situazione allarmante alla luce dei reati ivi perpetrati, anche dal punto di vista ambientale, dell'incolumità e della salute pubblica, pure in relazione alla presenza di rifiuti speciali ed al possibile sversamento vista la vicinanza di falde acquifere e corsi d'acqua".

Il dato ancora più allarmante, ha dichiarato Nicotera, "E' che, nonostante le gravissime minacce ricevute ed il clamore nazionale su questa inverosimile e dannossisima vicenda, nulla si sia ancora davvero mosso, tutto pare rimasto come prima, al di là di mere procedure formali. È sconfortante che un'area importantissima, anche dal punto di vista strategico, per tutta la Regione da momento che si tratta di un vastissimo perimetro attaccato alla stazione centrale, alla superstrada e vicinissimo all'aeroporto, anziché essere fonte di sviluppo economico sano, sia invece diventato fonte di approvvigionamento per lo sviluppo economico criminale e di pericolo reale e concreto per la collettività. La Regione deve mettere in campo iniziative e soluzioni serie e concrete a favore dei calabresi onesti".  Intanto, la vicenda processuale penale inizierà il primo luglio prossimo, davanti al Tribunale di Lamezia Terme.

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