Lamezia, iniziativa di Noi moderati: “Riforma giustizia non è né di destra né di sinistra ma di buonsenso”

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Lamezia Terme - "La riforma della giustizia non è né di destra né di sinistra, è una riforma di buonsenso. Un cittadino, quando viene giudicato nel nome del popolo italiano, vuole una sola cosa, che il giudice che lo giudica sia non amico dell'accusatore, né amico di chi lo difende e quindi deve essere un giudice terzo". A dirlo il presidente di Noi moderati Maurizio Lupi, mercoledì pomeriggio a Lamezia Terme ad una iniziativa per il sì al referendum promosso dal partito.  “È una riforma - ha aggiunto - che in questi anni volevano tutti, dal centrosinistra al centrodestra, ed è una riforma che finalmente riporta efficienza, efficacia, giustizia, trasparenza, in un momento di cui ce n'è tanto bisogno. Campagna politica? Se per politica si intende la forza, il desiderio di difendere le ragioni di una riforma o dei motivi per cui si è contro, benvenga la politica. Quello che noi non abbiamo voluto e chiediamo ancora come Noi moderati è quello di capire che al referendum non si vota contro o a favore del governo. Si vota per cambiare la Costituzione, per costruire una possibilità che la giustizia ritorni ad essere un'istituzione stimata come deve essere libera, trasparente, indipendente e autonoma. Ed è questa la ragione per cui abbiamo voluto profondamente questa riforma e chiediamo agli italiani di partecipare al più alto momento di democrazia diretta che è il referendum costituzionale".

Ad aprire i lavori l'avvocato Pino Spinelli, Presidente del Comitato del SÌ Noi Moderati–MAIE Calabria e i saluti istituzionali dell’On. Giuseppe Galati, Coordinatore regionale Noi Moderati Calabria, e dell’Avv. Mario Murone, Sindaco di Lamezia Terme. Il dibattito è stato moderato dai giornalisti Massimo Clausi e Danilo Monteleone. Sono intervenuti, inoltre, gli avvocati Renzo Andricciola (Presidente della Camera Penale di Lamezia Terme), Salvatore Cerra (Camera Penale di Lamezia Terme), Roberto Le Pera (Presidente della Camera Penale di Cosenza), Gaetano Scalise (Presidente del Comitato nazionale del SÌ Noi Moderati–MAIE) e, ancora, Federico Moleti, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi e Maurizio Lupi, Presidente di Noi Moderati, insieme ad altri interventi sul tema.

"Questa riforma - ha detto Pino Galati, vice presidente vicario di Noi moderati e coordinatore regionale del partito in Calabria - introduce un principio che presenta in tutti i grandi Paesi europei, anche Paesi di grande tradizione democratica, dal Regno Unito alla Germania, alla Spagna, al Canada, al Giappone, dove il principio della separazione è un principio di terzietà. Ci pare strano che invece il sistema attuale rimanga in paesi come Iran, Russia, Nigeria, Venezuela e Bolivia. Già questa differenza - ha concluso Galati - dovrebbe farci capire che non si tocca l'indipendenza dalla magistratura, ma si riforma un sistema a difesa dei cittadini e anche dell'indipendenza della magistratura".

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La riforma della giustizia "si dice che è una riforma che il governo Meloni e la maggioranza che lo sostiene vuole imporre al resto del Paese. È vero esattamente il contrario. Tanti autorevoli e esponenti della sinistra si sono espressi e si stanno esprimendo a favore della riforma, perché l'hanno letta e perché la condividono. Perché fa parte della loro storia politica e sarà interessante vedere all'indomani del voto, qualunque sarà l'esito, quale potrà essere la ricaduta di questa divisione nel campo stesso della sinistra. Perché quando si calpesta la propria storia, e i vertici dei partiti della sinistra italiana lo stanno facendo, esprimendosi per il no contro una tradizione a favore della separazione delle carriere, a favore del giudizio disciplinare e magistrati, tutto ciò non resta alla lunga senza conseguenza". A dirlo è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano intervenendo in videocollegamento con un'iniziativa per il sì al referendum organizzata da Noi moderati alla quale ha partecipato anche il presidente del partito Maurizio Lupi. "Dicono - ha aggiunto - che questa riforma è contro i magistrati. La fascia sempre più consistente di magistrati in servizio, autorevolissimi, dal presidente di sezione di Cassazione al procuratore della Repubblica, che sta esprimendo un sì convinto e pubblico, dimostra esattamente il contrario. Il contrario deriva dal contenuto del testo, perché l'autonomia e l'indipendenza sono il cuore della riforma e restano principi incrollabili. Se mai completa l'autonomia e l'indipendenza, perché libera i magistrati e quindi li rende autonomi e indipendenti, anche dal condizionamento delle correnti, anche da quel correntismo che fino a questo momento, in gran parte dei casi, ha premiato i negligenti, gli incompetenti". Inoltre, ha detto Mantovano, la riforma non subordina la magistratura alla politica "perché, per esempio, la presenza dei componenti sorteggiati da una lista compilata dal Parlamento, sarà inferiore rispetto agli espressi dal Parlamento nella sezione disciplinare del Csm".

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