
Lamezia Terme – In una notte hanno visto spazzato via il lavoro di mesi: broccoli, zucche, intere coltivazioni improvvisamente travolte dall’esondazione del torrente Amato che a ottobre ha rotto gli argini per via del forte maltempo che ha messo in ginocchio l’intero comprensorio. A distanza di alcuni mesi, però, l’incubo non è svanito, dal momento che il sistema dei ristori e dei risarcimenti dei danni attivato dalla Regione e dal Governo dopo il riconoscimento dello stato di calamità, esclude dai pagamenti proprio i coltivatori di ortaggi. “Ciò che potrà essere risarcito – spiegano – sono i danni ai macchinari, ai capannoni ma non ai raccolti. Ma è proprio su questo fronte che abbiamo subito le penalizzazioni maggiori. Parliamo di centinaia di migliaia di euro fra tutti i produttori della zona, che sono svaniti nel nulla”.
A fianco delle aziende – si tratta di oltre una decina di piccoli produttori insediati nelle vicinanze della Statale 18, a ridosso del torrente Amato – si è schierata da Cia (confederazione italiana agricoltura) che ha formalmente richiesto l’intervento della Regione. In una nota indirizzata all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, e ai vertici del dipartimento spiegano la situazione: “A domande presentate – affermano dalla Cia - anche sulla base di perizie tecniche che hanno certificato i danni agli agricoltori dell’area colpita, si evidenzia la mancata attivazione da parte del citato decreto ministeriale del comma 4 dell’art. 5 del D.Gls29 marzo 2004, n. 102, ovvero della concessione di un contributo in conto capitale per danni alle colture, essendo attivati solamente i commi 3 (danni alle infrastrutture) e comma 6 (danni agli impianti irrigui) dello stesso art. 5 del D.Lgs. 102/2004. Si direbbe “al danno la beffa”, gli agricoltori che hanno avuto danni anche consistenti alle coltivazioni e che oltretutto si sono visti compromessi anche i raccolti futuri per i danni provocati dal trascinamento del fiume al terreno, non si vedono riconosciuto il diritto al risarcimento del danno. Tanti agricoltori, con tanto di perizia allegata, hanno presentato domanda di indennizzo per danni ricevuti alle colture e che hanno messo a rischio la tenuta stessa dell’attività agricola, così come accertato anche dai tecnici della Regione Calabria che hanno verificato e mappato il territorio interessato. È necessario, pertanto, un vostro autorevole intervento nei confronti del ministero”.
G.V.
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