
Lamezia Terme – Debiti, eccessivo personale non specializzato e soprattutto una mancanza di attività di ricerca. Sono questi soltanto alcuni dei punti, racchiusi in una relazione tecnica, che hanno portato la Regione a dichiarare estinta la fondazione Terina – che ha sede nell’area industriale di Lamezia Terme – e a nominare contestualmente il commissario liquidatore, individuato nell’imprenditore Fabrizio D’Agostino, che deve portare a compimento tutti gli atti necessari a dichiarare definitivamente chiusa l’esperienza dell’ente subregionale.
La nomina risale a qualche settimana fa, così come il preciso mandato del commissario liquidatore ovvero provvedere, entro il 30 giugno 2025, a tutte le incombenze burocratiche legate alla chiusura. Sul perché sia fallito questo progetto, le ragioni sono contenute nella relazione: “La situazione debitoria che si accumulato nel corso degli anni e, più di ogni altra cosa, il pignoramento avanzato dal Mur – si legge - la sperequata dotazione di personale non di ricerca che svolge funzioni non proprie della Fondazione (guardiania in primis); l’assenza di un Direttore con funzioni tecniche e di management e di un responsabile della Ricerca con qualifica di ricercatore di livello unitario; la mancanza di domanda di servizi di ricerca sia da parte di soggetti pubblici che dal mondo imprenditoriale, a causa dello Statuto che prevede che la Fondazione sia ad esclusivo servizio del socio unico; la non elevata qualificazione del personale di ricerca in servizio; l’indisponibilità di risorse per la manutenzione ordinaria delle attrezzature e dei locali, la difficoltà di configurare stabilmente l’attività di ricerca e di trasferimento tecnologico tramite rapporti strutturati, in termini anche contrattuali e di mercato, con un numero sufficiente di istituzioni e di imprese”.
Per poi arrivare alle conclusioni: “ciò posto, l’estinzione della Fondazione ai sensi della normativa vigente appare la strada più praticabile per le sorti dell’ente”. “A ciò aggiungasi – prosegue - che il Bilancio 2023, della Fondazione ha evidenziato una situazione patrimoniale e finanziaria gravemente compromessa. L’evidenza viene fornita dal netto patrimoniale fortemente negativo, da un risultato gestionale in perdita economica e da una situazione finanziaria di forte squilibrio per l’esposizione verso l’Agente nazionale della riscossione e verso l’Agenzia delle Entrate, tanto che lo stesso Revisore nella Relazione al predetto Bilancio ha dichiarato che i dati patrimoniali ed economici evidenziano gravi indizi che sollevano “dubbi significativi sulla capacità della Società di mantenere la continuità aziendale”. Di talché e tutto ciò premesso e considerato, si conclude prudenzialmente per la impossibilità della Fondazione nel perseguire lo scopo statutario”.
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