
Lamezia Terme - Venerdì 10 aprile al Liceo Scientifico Galileo Galilei di Lamezia Terme, ha avuto luogo la manifestazione di chiusura del Progetto "La Vita in gioco" promosso dal Movimento Vivere In, in collaborazione con il SerD, la cooperativa Zarapoti e da quest’anno anche con la Caritas Diocesana guidata da Don Fabio Stanizzo, che ha portato nell’esperienza progettuale, attraverso la presenza della Dottoressa Montuoro il suo carico prezioso di esperienza e di prossimità. Così come svolto nelle passate edizioni, anche quest’anno la proposta progettuale, si è avvalsa dell’utilizzo dello strumento della mostra itinerante: "Azzardo non chiamatelo gioco, che da molto tempo, spostandosi lungo il territorio nazionale, sensibilizza gli utenti di qualsiasi età, del rischio che, molto spesso, inconsciamente, corriamo assecondando alcune abitudini".

Gli alunni/e della classe 3B ad indirizzo ordinario, coadiuvati dalla docente Professoressa Serafina Cardamone, destinatari della proposta progettuale, hanno accolto l’azione di informazione, dalla viva voce degli addetti ai lavori che si sono avvicendati nel corso di articolati incontri, con l’unico scopo di offrire conoscenza e strumenti diversificati utili a spiegare la natura aleatoria di questo pericolosissimo fenomeno. Un approccio trasversale che ha portato, anche, ad una maggiore consapevolezza sui rischi associati al gioco online e all'uso delle tecnologie, abitudini oramai consolidate negli adolescenti. Il prosieguo, effettuato con attività laboratoriali, ha portato i ragazzi ad allargare i confini di operatività, attraverso il coinvolgimento delle classi 3D e 3F nella proposta e nella rielaborazione del questionario GAP, attraverso il quale sono emerse, conoscenze, abitudini ed il modo di approcciarsi rispetto al fenomeno. La fase esperienziale e laboratoriale, ha contribuito a trasformare concetti teorici in competenze pratiche, aumentando il loro coinvolgimento e facilitando l'apprendimento attraverso momenti di collaborazione e di coesione. Ai ragazzi è stato offerto uno "spazio sicuro" in cui provare a dare voce ad una problematica così importante, molto presente nelle nostre realtà e che ha dato volto alla manifestazione finale, quale momento di verifica e di confronto. La manifestazione conclusiva, animata dagli alunni, ha visto la partecipazione della Dirigente Scolastica Dott. essa Antonella Cerra, dell’assessore alla cultura Dott. essa Annalisa Spinelli, del responsabile regionale Vivere In Dott. Antonino Leo e di tutti gli addetti ai lavori: Professoressa Maria Rita Di Cello resp. scuola Vivere In, Dott.ssa Maria Rita Notaro psicologa SerD, Ampelio Anfosso Cooperativa Zarapoti e Dott.ssa Alessandra Cugnetto per la Caritas diocesana. Gli elaborati e le argomentazioni, sono state presentate davanti ad una platea attenta e interessata all’argomento. L’inaugurazione della mostra allestita dai ragazzi, come sempre, ha suscitato molta curiosità ed interesse e rimarrà aperta al pubblico dal 10 al 17 aprile.


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