Manifestazione nazionale “No Ponte” a Messina: "Siamo in 15mila"

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Messina - Migliaia di persone stanno partecipando al corteo contro il ponte sullo Stretto a Messina partito da piazza Castronovo. In Piazza Duomo gli interventi conclusivi. Tante le sigle sindacali, associazioni (oltre ottanta), comitati, partiti politici e realtà sociali, che hanno preso parte all’evento che nasce “dall’esigenza di opporsi a un progetto che, oltre a essere tecnicamente, ambientalmente e giuridicamente fragile, rappresenta una scelta politica sbagliata, prioritaria solo per propaganda e non per l’interesse collettivo”. Sostengono dalla CGIL che oggi sarà rappresentata anche dal segretario confederale Luigi Giove.

Il Governo ha bloccato oltre 14 miliardi di euro per quest’opera, destinandoli a un progetto che i manifestanti definiscono “incerto, costoso e impattante, mentre in tutto il Sud Italia mancano proprio le infrastrutture fondamentali”. Per queste ragioni, questa manifestazione - evidenziano i promotori - assume un valore simbolico e politico di primaria importanza: “Difendere il Mezzogiorno da interessi speculativi e propaganda elettorale; Rivendicare investimenti e infrastrutture utili, sostenibili e diffusi; Contestare l’uso distorto delle risorse pubbliche; Per la tutela del territorio, dei diritti e della legalità”.

Organizzatori corteo no ponte: "Un record, siamo 15 mila"

Nonostante la pioggia battente la manifestazione ha avuto una grande partecipazione. "Siamo in 15.000, un record" dicono gli organizzatori del corteo che è arrivato in piazza Duomo per il comizio cui partecipa la segretaria del Pd Elly Schlein. "Ringraziamo i 15.000 che hanno partecipato al corteo", afferma Pietro Patti, segretario provinciale della Cgil. "La lotta continua", dice Daniele Ialacqua del comitato No Ponte - Capo Peloro.

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Il parlamentare di Avs Angelo Bonelli che partecipa alla manifestazione ha detto: "Salvini voleva sottrarre 14 miliardi di euro per le vere priorità del Paese. Un progetto vecchio di oltre trent'anni lo voleva spacciare per nuovo. Il pilone di Cannitello sta sulla faglia attiva, hanno violato e direttive europee, erano così arroganti che pensavano di poter fare quello che volevano. Oggi siamo qui per dire anche in nome del popolo italiano che un'altra Italia è possibile, perchè anche la Sicilia, la Calabria hanno bisogno di ferrovie, scuole, ospedali. Questa è una manifestazione del popolo del Sud che è stato ingannato da Salvini". Assieme all'Assemblea No Ponte ci sono "Cambiamo Messina dal basso" "coordinamento Pro Palestina Reggio Calabria", "Global Movement to Gaza", "Catanesi solidali con il popolo palestinese", "Mediterranea Saving Humans", Anpi Milazzo, Antudo, il centro sociale Anomalia di Palermo, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista.

Comitato promotore: “Sarà una grande manifestazione nazionale”

La manifestazione è stata presentata, nei giorni scorsi, in una conferenza stampa alla Camera da esponenti del comitato promotore: per il Pd la capogruppo Chiara Braga e il deputato Anthony Barbagallo, per il M5s la senatrice Barbara Floridia, e per Avs il coportavoce dei Verdi Angelo Bonelli. Il comitato promotore è formato da oltre 80 fra associazioni e movimenti. Fra i leader che il 29 saranno presenti, la segretaria Pd Schlein, esponenti di vertice del M5s e Bonelli. Fra i motivi del "No", è stato spiegato, "anche i recenti rilievi e dinieghi della Corte dei Conti, che hanno messo in evidenza criticità rilevanti del progetto: assenza di coperture finanziarie certe, rischi di squilibrio nella spesa pubblica, elementi progettuali non definiti o incoerenti, timori fondati sui potenziali impatti economici, ambientali e sociali, incertezza sui tempi, sulla sicurezza e sulla governance dell'opera".

"Si tratta di osservazioni - è spiegato in una nota - che confermano quanto comitati, cittadini ed esperti denunciano da anni: il Ponte non è una priorità, non è una soluzione ai problemi strutturali del Sud e rischia di assorbire risorse fondamentali per infrastrutture realmente necessarie: dalla messa in sicurezza del territorio al trasporto pubblico, dai collegamenti ferroviari alla manutenzione ordinaria e straordinaria. Il corteo del 29 novembre - conclude la nota - sarà una grande manifestazione nazionale, aperta a tutti e tutte, per ribadire una visione alternativa: sviluppo, lavoro, mobilità, tutela dell'ambiente e sicurezza del territorio non si costruiscono con mega-opere irrealistiche, ma con investimenti concreti, verificabili e sostenibili".

Si alza così, un coro di voci per il “No al Ponte” - REAZIONI

Wwf aderisce al corteo contro il ponte sullo Stretto

"Il Ponte sullo Stretto non è la risposta alle necessità di Sicilia, Calabria e Meridione, ma un ulteriore problema sotto tutti i punti di vista: ambientale, economico e sociale". Per questo il Wwf Italia aderisce al corteo nazionale per dire "no a quest'opera inutile e pericolosa". Il Wwf Italia parteciperà con i suoi attivisti. Le spokeperson presenti saranno Gaetano Benedetto, presidente Centro Studi Wwf Italia e Dante Caserta, Responsabile Affari legali e istituzionali Wwf Italia.

Eurodeputato Orlando: 'No al Ponte è irrinunciabile battaglia civiltà'

"La manifestazione per il No al ponte sullo Stretto di Messina è una battaglia di civiltà irrinunciabile a tutela dei diritti delle persone e dell'ambiente. Il ponte pone pesanti problemi di tipo sociale, economico e ambientale". Lo ha affermato l'europarlamentare di Avs, Leoluca Orlando che parteciperà all'iniziativa a Messina. "Oggi le forze progressiste e il mondo dell'associazionismo si uniscono - ha aggiunto Orlando - per dire No ad un'opera pericolosa che viola le normative europee sull'ambiente e in materia di appalti delle opere pubbliche. Lo avevamo denunciato un mese fa incontrando il commissario europeo per l'Ambiente, Jessika Roswall, una denuncia che ora trova ulteriore conferma nelle motivazioni della Corte dei Conti che ha bocciato il progetto". Per Orlando "la realizzazione del ponte stravolgerebbe un territorio ricco di biodiversità e distruggerebbe identità paesaggistica e culturale. Per questo oggi saremo ancora una volta in piazza a Messina".

"Il governo nazionale e i governi regionali - ha proseguito - devono rispettare l'ambiente e la legalità e devono prendere atto del pronunciamento dei magistrati contabili, ammettere il proprio fallimento e investire le enormi risorse economiche stanziate per l'opera nella realizzazione di strade, reti ferroviarie, servizi sociali e sanitari, sviluppo sostenibile agricolo e industriale nelle Regioni Sicilia e Calabria condannate da subalternità a inaccettabili logiche affaristiche".

Senatrice Damante (M5s): “Diciamo no a un bluff da 14 miliardi”

"I cittadini tornano in piazza per dire no al grande bluff targato Salvini. Un bluff da 14 miliardi che pagheranno solo gli italiani". Lo afferma, in una nota la, senatrice M5s Ketty Damante, segretaria in commissione Bilancio a Palazzo Madama, sull'iniziativa 'No Ponte'.  "Ancora una volta - aggiunge l'esponente 5s - il ministro dei trasporti ha cercato di fare il furbo violando norme europee e ambientali, spacciando per avveniristico un progetto vecchio e al di fuori di ogni regola, pur di piazzare la bandiera. Intanto si bloccano risorse che potrebbero essere utilizzate per i servizi essenziali, trasporti ferroviari efficienti e autostrade che oggi sono un colabrodo. Dopo il no della Corte dei conti - conclude la senatrice M5s - i cittadini siciliani e calabresi tornano a manifestare contro una infrastruttura inutile, contro rapporti opachi, e soprattutto contro un progetto senza capo né coda. Salvini si rassegni, il gioco non gli riuscirà".

Barbagallo (Pd): “Sul Ponte unica parte a norma è lo Stretto”

"L'unica parte fatta a norma del fallimentare progetto del Ponte tra Sicilia e Calabria è… lo Stretto. E basta". Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, anche lui a Messina per partecipare alla manifestazione nazionale "No Ponte". "Avevamo avvertito il governo che - aggiunge l'esponente Dem - il percorso era irregolare, c'erano troppe anomalie. E lo ribadiamo ora dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte dei conti che ha bloccato la delibera Cipess sul Ponte. È un'opera che penalizza l'intero Mezzogiorno e la Sicilia in particolare. Oltre alle forzature propagandistiche di Salvini, bocciate sonoramente, a gridare vendetta è la sottrazione di quasi 5 miliardi di fondi Fsc alla Sicilia che servivano per investimenti davvero utili: strade, infrastrutture idriche, ferrovie e servizi essenziali. Il tutto con il silenzio complice e accondiscendente del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, zerbino di fronte ai suoi alleati di Roma ma ora, come in altre occasioni - conclude Barbagallo - colpito da colpevole mutismo".

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