Lamezia, Angelo Duro con il suo “Ho tre belle notizie” porta al Grandinetti crudo realismo e liberatorio sarcasmo

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Lamezia Terme - L’incontenibile Angelo Duro è stato il protagonista di uno straripante successo di pubblico registrando un clamoroso, anche se atteso, tutto esaurito nei tre spettacoli a Lamezia Terme. In cartellone nell’ambito della rassegna Vacantiandu Fest 2025, diretta magistralmente da Nico Morelli ed Ercole Palmieri, "Ho tre belle notizie" ha gremito il Teatro Grandinetti di persone, giunte anche da altre città della regione, per assistere alle inimitabili performance dell’artista palermitano. "È stato un plebiscito per Angelo Duro" che, coerentemente con la sua cifra stilistica, non ha fatto sconti e non ha cercato applausi facili, ma li ha ottenuti con la forza dirompente della sua verità. Con il suo inconfondibile tono di voce monocorde, con la sua immancabile postura fissa e le sue pause che dicono più delle parole, Angelo Duro, con dialettica beffarda ha portato "tre belle notizie" – che ovviamente si sono rivelate tutte catastrofiche – sgretolando i pilastri di quel finto perbenismo che condiziona la nostra società. Del resto, “piacere a tutti è una cosa orribile”.

Lo spettacolo, pur nella sua evoluzione, mantiene l'impronta iperrealista e controintuitiva che lo ha reso un fenomeno. Duro si addentra in territori vietati o, peggio, rimossi dalla conversazione pubblica, affrontando temi come il sesso, il tradimento, la famiglia, la religione finanche il suicidio e la malattia, con crudo realismo e liberatorio sarcasmo, con una lucidità che non teme l'accusa di ferocia, mirando a smascherare l'imbarazzo e il pietismo di facciata; cossichè il pubblico è stato portato a confrontarsi, a fare i conti con i propri "cattivi pensieri inconfessati". La sua comicità si è rivelata ancora una volta affilata e brillante perché la risata nasce non dalla battuta, ma dalla verità scomoda che essa nasconde.

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Nello spettacolo di Angelo Duro il pubblico è un protagonista attivo. L’artista ha coinvolto gli spettatori nel suo monologo, che ha aperto alle domande e alle risposte, ottenendo così il risultato scenico di modulare, con finestre di dialogo, il suo parlare in momenti di curiosa conversazione. E tra gli scroscianti e convinti appalusi, Angelo Duro ha salutato Lamezia Terme con la promessa di tornare ancora altre volte nella nostra città. Lo spettacolo di sicuro va a toccare tanti punti di vista e tante sensibilità, ma è certamente un’operazione di sincerità che con l’umorismo (anche se nero) apre le porte della coscienza a importanti riflessioni emancipate dal conformismo.

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