Calabria fra le regioni meno digitali d'Italia, in pochi hanno attivato Spid per accedere ai servizi di Pa e privati

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Roma - Calabria fra le regioni meno digitali d'Italia, almeno stando agli indicatori relativi all'uso di Spid e identità digitale. Certamente, rispetto al recente passato pre Covid, anche a Sud si registrano importanti passi in avanti rispetto all'uso delle competenze digitali ma ancora la distribuzione degli accessi è tutt'altro che uniforme e non premia il meridione e soprattutto la Calabria, penultima e alle spalle solo del Molise quanto ad attivazioni di identità digitali. A fornire una panoramica sulla situazione in Italia e nelle diverse regioni è la nuova ricerca dell’Osservatorio Digital identity della School of Management del Politecnico di Milano.

L’analisi rivela che, nonostante la crescente diffusione, le identità digitali appaiono ancora sottoutilizzate: solo il 5% degli utenti usa la Cie (carta identità elettronica) più volte alla settimana e solo il 15% Spid (servizio pubblico di identità digitale), mentre il 41% che usa l’home banking con la stessa frequenza. Il Nord Ovest si rivela come l’area con la maggior percentuale di utenti rispetto alla popolazione, il 55%, seguito dal Centro con il 54%, dal Sud e Isole con il 45% e dal Nord Est con il 44%. Le regioni più digitali sono Lombardia e Lazio, dove il 60% dei cittadini è registrato, mentre in Molise, Sardegna e Calabria a stento si raggiunge il 41% di utenti. Le donne sembrano leggermente più propense ad attivare Spid e rappresentano il 51% del totale degli utenti del sistema.

A far da controaltare il dato che i servizi digitali nell'ambito della Pubblica amministrazione sono ancora poco diffusi e soprattutto la copertura della rete non è affatto omogenea. La Calabria soffre, infatti, un deficit di dotazione sia di infrastrutture che di dotazioni personali di computer e strumentazione digitale. Quello che in gergo viene chiamato digital divide potrebbe, però, alla lunga rilevarsi un ennesimo tallone d'Achille, basti pensare al fatto che in molti Paesi europei la cittadinanza digitale è estremamente avanzata già da prima dell'emergenza sanitaria e delle innovazioni introdotte nel nostro sistema. In Olanda l'identità digitale è utilizzata dal 95% dei cittadini, mentre l'Italia è al sesto posto.

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