Lamezia, appello degli ex lavoratori Sacal addetti ai disabili: "Servizio in tilt, Occhiuto intervenga"

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Lamezia Terme - "Siamo persone qualificate e formate e per anni abbiamo prestato il nostro servizio in Sacal nell'assistenza alle persone con ridotta mobilità, da circa due anni siamo in cassa integrazione e, viste le oggettive difficoltà che si vivono in aeroporto proprio in questo delicato servizio, lanciamo un appello al presidente della Regione Roberto Occhiuto, affinché ci ascolti e ci consenta di rientrare in servizio". A parlare è Andrea Bonaddio, a nome di una decina di lavoratori che fino all'emergenza pandemica ha lavorato alle dipendenza di Sacal spa con la mansione di occuparsi dell'assistenza alle persone con disabilità, esattamente il servizio in cui - in questi mesi di recupero dei flussi di arrivi e partenze a Lamezia Terme - registra grandi disagi, con passeggeri costretti ad aspettare ore sui veivoli in attesa di assistenza, con aerei partiti con ritardo e diffuse proteste e reclami pubblici.

"Abbiamo più volte chiesto al managment dell'aeroporto di poter rientrare in servizio, dal momento che siamo in cassa integrazione, ma non abbiamo mai ricevuto una risposta, né in senso positivo, né in senso negativo. La cosa che ai nostri occhi appare clamorosa è che ci sia bisogno di noi: attualmente sono in 10 ad occuparsi di questo settore, un numero bassissimo considerato il traffico di passeggeri in transito dal nostro scalo. Addirittura, abbiamo notizia del fatto che alcuni dipendenti finora addetti al Pronto soccorso siano dirottati in caso di necessità a occuparsi delle persone a ridotta mobilità. Crediamo che personale come noi, formato attraverso corsi specifici, possa e debba rientrare in servizio. Ecco perché ci rivolgiamo al presidente della Regione, affinché prenda a cuore questa vertenza da cui dipende non solo il nostro futuro lavorativo ma l'efficienza del più importante aeroporto della Calabria".

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