
Roma - Ha superato quota 400 il numero dei primi cittadini che hanno aderito alla lettera aperta per convincere Mario Draghi a restare al Governo lanciata dai sindaci di Firenze, Venezia, Milano, Genova, Bari, Bergamo, Pesaro, Asti, Torino, Ravenna, Roma. Lo si apprende da Palazzo Vecchio: la lista via via si allunga attraverso messaggi inviati a Dario Nardella. "Noi Sindaci - così nella lettera -, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l'azione di governo".
Mercoledì il "giorno della verità" delle comunicazioni del premier al Parlamento, insomma, la crisi sembra sempre più destinata a risolversi con le urne anticipate. Intanto Conte rilancia: senza "risposte chiare" il Movimento 5 Stelle non potrà più "condividere una responsabilità diretta di governo". E, anzi, si sentirà "libero" di votare "su quello che serve al Paese, senza alcuna contropartita politica". Per Enrico Letta - le condizioni ci possono ancora essere - e dalle frenate di Lega e Forza Italia, a gelare le speranze di chi ha continuato a lavorare, anche sottotraccia, per convincere Mario Draghi a rimanere al suo posto ci pensa Giuseppe Conte. Intanto l'addio di Draghi sembra essere sempre più vicino.
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