
San Mango d’Aquino – Una nuova captazione in località Ceraso, a circa 950 metri sul livello del mare. Questo il progetto dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luca Marrelli, che vedrà la luce grazie al finanziamento richiesto (oltre 3 milioni) nell’ambito del Cis “Acqua bene comune”. “Un ringraziamento particolare – si legge in una nota del Comune - va al vicesindaco Francesco Trunzo, che ha messo in campo una squadra di lavoro di eccellenze locali, all’ingegnere Ottaviano Ferrieri e al geometra Mauro Spina. Abbiamo lavorato senza sosta su questo progetto. Si tratta di una fonte in un'area boschiva, di proprietà comunale (dei due paesi confinanti: San Mango D'Aquino e Nocera Terinese), finora inutilizzata. L’opera di presa ha lo scopo di derivare gli affioramenti idrici naturali esistenti”.
“L’opera di presa – spiegano - si compone di tubi drenanti, materiale di riporto grossolano, copertura, muro di sbarramento, pozzetto di presa e tubo di presa. Dal pozzetto, si svilupperà la condotta di adduzione al nuovo serbatoio previsto in località Pruno (affiancato all'esistente) al fine di aumentare sensibilmente lo stoccaggio. Dal serbatoio, si dipana una condotta adduttrice che raggiungerà viale Olimpico (zona alta del paese), per risolvere, finalmente, il problema annoso delle perdite delle condutture vetuste”. Ma non è tutto. “L'intero territorio – aggiungono - sarà interessato dalla sostituzione dei contatori con altri elettronici con telelettura. Nella zona Croce del Mulino, inoltre, sarà realizzato un serbatoio di acqua per usi antincendio. La posizione e la pavimentazione dell'abitato di San Mango d’Aquino favoriscono la circolazione superficiale dell'acqua che crea dei danni all'abitato; soprattutto a valle, dove i dissesti sono evidentissimi e in moti casi drammatici. Urge ripristinare il sistema di convogliamento delle acque bianche già presente nel centro urbano, seppure necessita di interventi di manutenzione, pulizia e ripristino urgente e, inoltre, occorre incrementare griglie, pozzetti, condotte di smaltimento e, soprattutto, le aree permeabili”. “Lo scarico delle acque bianche – sottolineano - rappresenta la criticità massima da risolvere. Si intende realizzare una vasca di laminazione per invarianza idraulica. In questo modo – concludono - l’acqua piovana scaricata verso il recettore finale (nel caso in esame un corso idrico) possiede una portata che non supera il limite stabilito dagli enti territoriali e/o gestori del servizio fognatura”.
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