
Lamezia Terme - "La strada che ha intrepreso il governo non è quella di ridurre i divari sia territoriali che sociali che di genere, ma attraverso l'autonomia differenziata, e attraverso altri provvedimenti come la riesumazione addirittura delle gabbie solari, noi rischiamo di penalizzare non solo le aree più esposte e più fragili del Paese ma soprattutto le condizioni sociali: la precarietà, il ritorno del tempo determinato, i vaucher, il no al salario minimo, l'abolizione del reddito di cittadinanza, la messa in discussione del welfare pubblico e collettivo penalizza innanzitutto i giovani e le donne. Abbiamo bisogno davvero di prendere la strada opposta e per questo insieme tantissime altre realtà e forze sociali stiamo costruendo un fronte larghissimo per respingere questo attacco e per proporre un modello di sviluppo e sociale diverso che rimetta al centro soprattutto i giovani e le donne". Lo ha dichiarato Christian Ferrari della segretaria mazionale della Cgil, a margine dell'iniziativa “Donne e futuro in Calabria tra Autonomia Differenziata, Europa e mutamenti politici e sociali” che si è svolta questa mattina in un hotel di Lamezia Terme.

I lavori, moderati da Rossella Napolano, segretaria Confederale Spi Cgil Calabria e sono stati introdotti da Ornella Catalano, responsabile Coordinamento Donne dello Spi e hanno visto l'intervento di Caterina Vaiti, segretaria Confederale Cgil Calabria. "Quello dell'Autonomia differenziata - ha spiegato Ferrari - è un tema in cui ci spenderemo ancora di più da qui alle prossime settimane. C'è una discussione aperta alla Camera che rischia di finalizzarsi a breve, noi riteniamo che questo si un progetto che divide l'Italia, che ovviamente penalizza innanzitutto il meridione ma che non fa bene nemmeno al settentrione, frammenta le politiche pubbliche in un momento in cui invece abbiamo bisogno di maggior coesione nazionale, frammenta le politiche economiche industriali di sviluppo quando - altro che regionalizzazione - noi avremo bisogno di maggiore integrazione europea per affrontare le sfide epocali che abbiamo difronte".
Secondo Ferrari si tratta di "un progetto che attribuirebbe a poche regioni ricche, sottraendo risorse a tutte le altre, delle materie di grandissimo rilievo e di interesse strategico. Pensate soltanto alla scuola, noi diciamo no senza sé e senza ma a qualsiasi ipotesi di regionalizzazione della scuola pubblica, oppure pensate alle politiche energetiche, alle politiche industriali, alla ricerca e all'ambiente: difronte alla sfida della transazione energetica e della digitalizzazione anche del nostro sistema produttivo, l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una strada che ci porterebbe sostanzialmente a non contare nulla in Italia e in Europa. Quindi diciamo di no - ha concluso Ferrari - a questo progetto che sta insieme anche ad un premiato che si illude di ricomporre 20 piccole patrie con la donna o l'uomo solo al comando. Noi mettiamo al centro la Costituzione".
Bruno Mirante
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