Lamezia, coordinamento delle Camere Penali calabresi celebra Giornata della Memoria per le vittime dell’errore giudiziario

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Si è svolta a Lamezia la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime dell’errore giudiziario, momento di riflessione e sensibilizzazione, organizzato dal Coordinamento regionale delle Camere Penali calabresi, e celebrato nel V anniversario del suicidio di Rocco Greco, imprenditore di Caltanissetta attivo nell’antiracket che fu messo fuorigioco da una denuncia per mafia avanzata dagli stessi esponenti della criminalità organizzata e riabilitato dall’interdizione solo dopo la tragica scomparsa. L’evento ha visto la testimonianza del figlio di Rocco, Francesco Greco, e di altre due vittime di errore giudiziario, Beniamino Zuncheddu e Giuseppe Gulotta, oltre alla proiezione di un video sul caso nazionale, oggi positivamente risolto, dell’avvocato Marengiu. Dopo un dibattito con i giornalisti di giudiziaria, inerente il ruolo della stampa nelle vicende di cronaca che passano attraverso i tribunali italiani, e la necessità di un maggiore garantismo contro la cosiddetta “macchina del fango”, l’evento si è concluso con le dichiarazioni finali dei presidenti delle Camere Penali calabresi, in una conferenza stampa moderata e introdotta dal coordinatore e presidente della Camera Penale di Palmi Giuseppe Millicia.

A intervenire gli avvocati Pino Albi, presidente della Camera Penale di Vibo Valentia, Giuseppe Buno, presidente della Camera Penale di Paola, Pasquale Foti, presidente della Camera Penale di Reggio Calabria, Renzo Andricciola, presidente della Camera Penale di Lamezia Terme, e Michele Donadio, presidente della Camera Penale di Castrovillari, il quale ha sollecitato i colleghi a stilare un documento ufficiale sulla giornata, cui si è aggiunto anche l’invito a ripetere e storicizzare la sua celebrazione, per mantenere viva una tematica sempre attuale, come ricordato nelle conclusioni dall’avvocato Valerio Murgano, componente di giunta UCPI, presente insieme al presidente nazionale UCPI Francesco Petrelli. Murgano, come Andricciola, si è soffermato sul ruolo importante della stampa nell’incidere sugli esiti prodotti dalle “devianze di un sistema processuale che genera errori ai quali è necessario continuare a reagire”. Giusta conclusione, le parole lasciate in un biglietto proprio da Rocco Greco, “Io vado affinché voi siate liberi”, quasi un monito simbolico e un augurio per un futuro diverso, dove la furia morbosa del processo mediatico, e la pressione conseguente su intere famiglie che ne diventano l’oggetto, possa invece lasciare posto ad una più attenta analisi delle prove indiziali nelle sedi idonee, di modo da evitare incostituzionali “presunzioni di colpevolezza” che non giovano alla giustizia.

Giulia De Sensi

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