
Catanzaro - Calabria ancora lontana dagli standard minimi legati alla prevenzione e alle cure oncologiche. A rappresentare lo stato dell'arte è il Piano di Rete oncologica della Regione Calabria che è stato approvato attraverso un decreto del commissario ad acta alla sanità, il presidente Roberto Occhiuto. "La rete regionale - si legge nell'atto - presenta oggi numerose problematiche ben evidenziate dagli scarsi dati disponibili: programmi di screening molto carenti; migrazione sanitaria dei pazienti oncologici che supera il 40%, soprattutto per gli interventi chirurgici; presa in carico del paziente oncologico discontinua nei diversi passaggi della rete assistenziale; scarso sviluppo di una rete integrata delle cure palliative".
I programmi e i dati della prevenzione
I programmi di prevenzione su cui si basano le analisi del Piano sono relativi a cervice uterina, mammella e colon retto, ma si rileva "il raggiungimento non soddisfacente degli obiettivi prefissati nel Programma Operativo (PO) 2022-2025 sia per ciò che riguarda la percentuale di inviti da trasmettere sia per la percentuale di adesioni da raggiungere". Ad esempio, la campagna di prevenzione sul collo uterino include 131.000 donne ma soltanto 85.000 hanno ricevuto gli inviti per i test di controllo e le adesioni sono state all'incirca 20mila. Per i test mammella su 134mila donne, adesioni pari a 11.383. Ed ancora, per quanto riguarda gli screening del colon-retto su 265mila interessati, soltanto il 6% ha proceduto agli esami.
Le azioni in campo
"L’obiettivo primario - si legge nel piano - è quello di ridurre l’incidenza di patologie oncologiche sul territorio attraverso strumenti di prevenzione primaria e attraverso tempestive diagnosi, offrendo migliori trattamenti ai pazienti e sfruttando tutte le potenzialità dei nuovi approcci terapeutici e delle nuove tecnologie. Un elemento che è utile rappresentare in premessa è che la messa a regime degli interventi di prevenzione secondaria, lo sviluppo di quelli di prevenzione primaria e della rete delle strutture di diagnosi, cura e presa in carico, può portare in regione Calabria a risultati di assoluta eccellenza, poiché le condizioni epidemiologiche di partenza nel territorio sono favorevoli. La regione Calabria presenta dati di mortalità standardizzati più bassi di quelli della maggior parte delle regioni, con una forte omogeneità a livello comunale e provinciale, dove non si evidenziano aree particolarmente a rischio".
"Nel prossimo quinquennio - si afferma ancora - l’obiettivo è quello di raggiungere entro il 2025 la percentuale di inviti sulla popolazione prevista dal PO 2022-2025. Si sta procedendo alla redazione di uno studio di pre-fattibilità per l’istituzione di un coordinamento interaziendale, costituito da tutti i dirigenti medici e tecnici di radiologia dedicati allo screening della mammella, al fine di costituire un centro di lettura regionale delle mammografie, il quale garantirebbe non solo l’incremento del numero di prestazioni erogate (indipendentemente dal territorio di esecuzione del test), ma soprattutto il trasferimento di know-how e best-practices aziendali; si stanno avviando azioni adeguate per identificare precocemente i soggetti a rischio eredo-familiare per tumore alla mammella; sono stati implementati su tutto il territorio regionale dei protocolli di screening cervicale differenziati per le donne vaccinate contro l’HPV". Fondamentale, infine, l'istituzione del registro tumore decisivo nella raccolta dati.
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